

Iniziative
SALVARE PAESAGGIO E TERRITORIO TOSCANO
Piani paesistici e modifiche della legge regionale di governo del territorio sono strumenti indispensabili per la tutela del paesaggio
Roberto Mannocci, Consigliere nazionale Italia Nostra
Il caso Monticchiello ha avuto il merito (amaramente pagato) di evidenziare carenze indiscutibili e inammissibili nella gestione del territorio toscano e nella tutela paesaggistica.
A questi fatti è indispensabile e urgentissimo porre effettivo rimedio. Non basta assolutamente che esponenti politici parlino di situazioni di “schifo” e contemporaneamente allarghino le braccia affermando che non si può fare niente e che, anzi, gli stessi non prendano immediatamente in esame i mutamenti necessari di un contesto di norme che genera non solo questi “mostri” così evidenti, ma una “mostrificazione” capillare e minuta di tutti i contesti paesaggistici, storici e urbanistici.
Il problema toscano non è il brutale abusivismo, ma il fatto che gli orrori paesaggistici e urbanistici nascono quotidianamente attraverso tutti i nulla osta e gli pseudo-controlli che le attuali norme prescrivono e che alla fine rendono quasi impossibile rimediare alle situazioni, appunto perché legittimati burocraticamente.
Leggi toscane come la legge 5/1995 e la recentissima 1/2005 sul governo del territorio, pur innovative nell’impostazione e finalizzate a coniugare lo sviluppo con la tutela delle risorse (anzi ponendo a priori la tutela delle risorse), si sono dimostrate strumenti solamente teorici, molto inefficaci nella pratica applicazione.
Sul piano strettamente urbanistico, i Piani Strutturali dei Comuni dovevano indicare, partendo dall’identità, dalla struttura e dalla conformazione storica di un territorio, i limiti massimi delle trasformazioni possibili e dei fabbisogni da distribuire in un lasso temporale pluridecennale.
I Regolamenti Urbanistici elaborati autonomamente dai Comuni hanno teso a rendere possibile nell’immediato tutte queste trasformazioni mirando all’esaurimento repentino di tali limiti. L’attuale bolla speculativa dell’edilizia che vive la Toscana va ben al di là del normale fermento edificatorio che sempre ha accompagnato la nascita di nuovi strumenti urbanistici. Quasi tutti i Comuni sono un pullulare di cantieri per seconde e terze case, per centri commerciali e direzionali, per alberghi, residences e attrezzature che popolano pianure e colline, in una velocità impressionante. Ciò che doveva essere possibile in un trentennio viene consumato, tutto, in pochissimi anni.
Questo provoca che nuovi Piani Strutturali vengano elaborati per spostare in avanti nuovi limiti.
La nuova legge urbanistica regionale N°1/2005 doveva rivedere e correggere la vecchia Legge 5 dopo un decennio di applicazione. In realtà quello che è stato fatto è la concessione di un’ulteriore autonomia ai Comuni nella gestione totale del territorio, secondo un malinteso principio di sussidiarietà che considera le risorse culturali e ambientali come una proprietà privata di una singola comunità .
Sul piano paesaggistico la Regione Toscana con la legge 1/2005 ha voluto conservare la delega ai Comuni della tutela specifica, nonostante le nostre molteplici richieste (v. convegno del 4 dicembre 2004) per assegnare questo ruolo ad organismi su scala sovracomunale o provinciale e per prevedere Collegi ambientali, che devono controllare, composti in modo veramente qualificato sul piano della salvaguardia dell’ambiente.
A questo la Toscana non ha voluto provvedere! La delega ambientale e paesaggistica è assegnata ai Comuni, nel totale disinteresse regionale. Assistiamo così all’assurdo che la tutela paesaggistica è assegnata nella stragrande maggioranza dei casi a coloro che operano professionalmente nell’edilizia, due dei quali scelti dalla maggioranza che guida i Comuni e uno dalla minoranza, in un condizionamento politico che garantisce una sicura “copertura” a tutte le più scellerate operazioni del Comune che li sceglie e sulle quali le Soprintendenze (sempre più debolissime per composizione, per mezzi ed anche per volontà) non hanno, a posteriori, né il coraggio né la forza di intervenire se non con qualche palliativo imbellettamento.
Il Governo centrale con il Decreto Legislativo 157 del 24.03.06 ha integrato e corretto il Codice Urbani del Paesaggio (L. 42/ 2004). Le Commissioni locali per il paesaggio indicate da questo decreto dovranno essere sovracomunali o di ambito provinciale e composte da personale con “particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio”. Ovvero per essere considerati ‘esperti ambientali’ non basterà essere un professionista con almeno 10 anni di anzianità e che dimostri di aver svolto intensa attività professionale, ma bisognerà aver pluriennale esperienza nella tutela del paesaggio.
Entro il prossimo 31 dicembre a queste norme nazionali dovrebbero adeguarsi le normative regionali. Ad oggi, però, per quanto a nostra conoscenza, nessuna Regione si è adeguata a queste norme… e non sappiamo quanto il Ministero è intenzionato a pretendere questo adeguamento. Chiediamo che la Regione Toscana, forte della sua vecchia tradizione che aveva a cuore il proprio patrimonio, si adegui subito a queste norme anche se il termine temporale verrà (presumibilmente) posticipato. Sarà un piccolo semplice passo concreto verso quella tutela paesaggistica che la Regione afferma di avere a cuore… Può darsi che anche grazie a questo cambiamento di qualificazione del controllo effettuato a scala sovracomunale possano ridursi le sciagure come quella di Monticchiello, o come quelle di Lucca, di Bagnaia, di Fiesole… e di tutto quanto emerso nel convegno di Monticchiello.
La Regione ha in cantiere anche l’elaborazione del PIT (Piano di Indirizzo Territoriale) che entro l’anno dovrebbe vedere la luce. È l’occasione perché questo strumento di indirizzo regionale contenga cogenti, specifiche, inderogabili e dettagliate nuove norme paesaggistiche, che sia una ineludibile premessa ai piani paesaggistici veri e propri, anzi dovrebbe contenere (vista la rincorsa selvaggia della bolla edilizia in tutta la Regione) una norma di salvaguardia che blocchi ulteriori assalti agli ambiti sottoposti a tutela fino all’approvazione dei piani paesaggistici prescritti dalle norme nazionali. Anzi gli ambiti tutelati dovrebbero essere opportunamente rivisti ed estesi ! Ma se il nuovo PIT regionale rimarrà nella vaghezza del PIT elaborato in passato…e non sarà un vero piano paesistico (condiviso ed elaborato con le Soprintendenze per le aree sottoposte a tutela) se non si prevederà come dovuta l’acquisizione preventiva del parere ambientale da parte delle Soprintendenze e delle Commissioni sul paesaggio anche sui piani urbanistici che interessano le aree sottoposte a tutela (e non solo a posteriori sulle singole concessioni edilizie)…non andremo in alcuna direzione! Perché nessuno, nemmeno una Soprintendenza avrà la forza di annullare un piano già approvato e che ha mosso enormi interessi economici.
La qualificazione effettiva degli organismi di controllo e il loro livello sovracomunale, il coinvolgimento degli organismi di controllo sin dal livello di piani urbanistici e attuativi e non solo sulle concessioni edilizie, l’adozione di norme di salvaguardia nelle more dell’elaborazione dei piani paesaggistici ai vari livelli e la stesura degli stessi nel pieno rispetto di cogenti e incontestabili direttive sovraordinate …sono azioni indispensabili per poter conservare un’eredità culturale che stiamo distruggendo.
Educazione Ambiente
Fotonotizia:
Creazione di un giardino su via Poggioreale a Crotone
Attività di Educazione Ambientale nel 1973
Promotori: ItaliaNostra con l'Istituto Tecnico Industriale di Crotone.
Gli studenti, divisi in due turni, trasformano un'area incolta argillosa in un giardino.
***
Fotonotizia:
Creazione del futuro Parco delle Rose a Crotone
21 Marzo 1980, Giornata Ecologica
Promotori: ItaliaNostra con delegazioni di tutte le scuole cittadine.
Si mettono a dimora alcuni alberi in un'area incolta che diventerà il futuro
Parco delle Rose.

Le foto sono di Teresa Liguori,
all'epoca delegata regionale di Educazione Ambientale per la Calabria
Iniziative
A MONTICCHIELLO! A MONTICCHIELLO!
Monticchiello, Toscana: il paesaggio italiano
Convegno
Sala del Granaio, Monticchiello (Pienza, SI)
sabato 28 ottobre ore 10 – 17:30
A Monticchiello l’edificazione di un pesante e distruttivo insediamento immobiliare sul dorsale della collina su cui sorge l’antico borgo ha aperto una discussione che è andata ben oltre il caso iniziale. L’intervento del Ministro per i Beni e le Attività Culturali è rivolto ad apportare una correzione e mitigazione del progetto, ma il caso di Monticchiello evidenzia le difficoltà della tutela in tanti Comuni italiani sottoposti a una pesante pressione immobiliare speculativa.
Le principali associazioni ambientaliste italiane - Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Comitato per la Bellezza – hanno deciso di promuovere proprio a Monticchiello un Convegno nazionale per discutere assieme a autorevoli membri della politica e della cultura italiana di come fare del paesaggio e della sua tutela un punto centrale dell’agenda di governo dei prossimi mesi.
I lavori della giornata saranno introdotti da Alberto Asor Rosa e dai presidenti nazionali delle associazioni che promuovono l’iniziativa: Giulia Maria Mozzoni Crespi (FAI), Carlo Ripa di Meana (Italia Nostra), Roberto Della Seta (Legambiente), Fulco Pratesi (Wwf).
Partecipano: Vittorio Emiliani (Comitato per la Bellezza), Francesco Ferrante (capogruppo Ulivo commissione Ambiente Senato), Fabrizio Vigni (portavoce nazionale Sinistra Ecologista), Giovanni Losavio (presidente Corte di Cassazione), Mario Lolli Ghetti (soprintendente per Marche e Toscana), Marino Artusa (assessore Ambiente Regione Toscana), Fiorenza Brioni (sindaco di Mantova), Lucia Biagi (sindaco di Capalbio), Giorgio Pruccoli (sindaco di Verucchio), Fabio Roggiolani (consigliere regionale Toscana), Ezio Locatelli (deputato PRC), Nicola Caracciolo (Italia Nostra Toscana), Mauro Agnoletti (Università di Firenze), Vieri Quilici, (progettista Parco artistico, naturale, culturale val d’Orcia), Amerigo Restucci (Università di Venezia), Ornella De Zordo (Università di Firenze)
Concluderanno i lavori della mattina il vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli e l’assessore all’Urbanistica della Regione Toscana Riccardo Conti.
Hanno aderito: Richard Rogers (Architetto), Rosario Villari (Storico), Edoardo Salzano (Urbanista), Vezio De Lucia (Urbanista), Gianni Mattioli (Movimento ecologista).

Iniziative
«Ora si protegga l'intera area»
Cerchiara. L'invito dopo l'abbandono del progetto del Punto informativo
La richiesta dell'associazione di tutela "Italia Nostra"
Franco Mauro, da “Il Quotidiano di Calabria” del 20.10.2006
CERCHIARA DI CALABRIA - Arriva dalla sede regionale di Crotone la soddisfazione di Italia Nostra, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale, per l'abbandono, da parte dell'amministrazione comunale di Cerchiara, del progetto di costruzione del Punto informativo del Parco nazionale del Pollino, la cui ubicazione era prevista nelle immediate adiacenze del santuario di Santa Maria delle Armi. Nella nota a firma di Teresa Liguori, consigliere nazionale e presidente del consiglio regionale di Italia Nostra Calabria, oltre alla soddisfazione per la decisione adottata dall'esecutivo Mauro, ricorda la vicenda del Punto informativo, caratterizzata anche da scontri durissimi con l'amministrazione di Cerchiara. «Ci sono volute le vive proteste ¬ si legge nella nota - di un risoluto Comitato civico, quelle di numerosissime associazioni ambientaliste e culturali, di personaggi di spicco del mondo della cultura, l'invio all'allora ministro Urbani di 1600 cartoline ¬ Fermi lo scempio! -, un affollato convegno, una conferenza di servizi, centinaia di comunicati stampa ed altro ancora, per far cambiare l'improponibile idea di voler a tutti i costi costruire un edificio in cemento armato a meno di 40 metri dall'ingresso dello storico complesso architettonico e vedere cosi risolta, sempre se non ci saranno ulteriori ripensamenti, una spiacevole questione di mera speculazione edilizia». Non fa sconti, Italia Nostra, all'amministrazione comunale che «sembra abbia finalmente deciso di indirizzare i propri sforzi per un intervento di restauro del santuario, stimolati probabilmente anche dalle constatazioni di gravi illegittimità e difformità urbanistiche enunciate recentemente da un documento del Dipartimento urbanistica e Governo del territorio della regione Calabria , a firma dell'architetto Lione». Italia Nostra Calabria spera che i progetti di valorizzazione del santuario «vengano resi noti con la necessaria trasparenza e volontà di dialogo». Ed ancora, l'Associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale, si attende, «convinta di condividere il sentimento di tutti i calabresi, alla luce delle gravi illegalità rilevate, non solo che chi ha commesso atti illegittimi dia oggi conto del proprio operato alle autorità competenti, ma soprattutto che tutte le istituzioni, dalla Regione al comune di Cerchiara, dall'Ente Parco alla provincia di Cosenza, si impegnino politicamente e finanziariamente per mettere in atto l'urgente risanamento ambientale del sito, cosi da riconsegnare al santuario l'aspetto originale e autentico di un antico monumento rupestre, lontano da inutili e assurde cementificazioni moderne». Infine, Italia Nostra Calabria chiede alle stesse istituzioni «l'impegno nel definire una fascia di protezione adiacente al santuario (vincolo indiretto), dove non sarà più possibile edificare alcuna costruzione, in modo da preservare l'area del santuario anche in futuro da qualsiasi speculazione edilizia, cosi come è stato per più di cinque secoli». «Italia Nostra - conclude la nota -, comunque, continuerà ha seguire con grande attenzione la vicenda».
Iniziative
ALBERATURE STRADALI
Un patrimonio a rischio scomparsa
Italia Nostra, Sezione di Lucca
Partendo dalla gravissima situazione in cui versa il viale di accesso alla famosa Villa Reale di Marlia (Capannori), sul quale chiede immediati interventi, la Sezione di Lucca scrive agli Enti interessati per sollecitare urgenti provvedimenti generali per programmare la conservazione di un importate patrimonio paesaggistico: le strade e i viali alberati.
Da diversi anni, ormai, i platani che fiancheggiono il viale di accesso alla grande villa in oggetto, che costeggia il torrente Fraga e che porta alla grande esedra di accesso alle pertinenze dell’importante e storica residenza, sono stati colpiti dalla ceratocystis fimbriata. Nell’attuale disinteresse generale queste alberature giorno dopo giorno muoiono e sono destinate a morire perché non è stato ancora trovato alcun rimedio per combattere questo patogeno fungino comunemente noto come cancro colorato .
Tre anni addietro segnalammo il problema di questo monumentale accesso alla villa, che perdeva un suo connotato fondamentale, all’interno di un documento che evidenziava la progressiva scomparsa di una decina di viali alberati dal nostro panorama territoriale lucchese, vuoi per le molteplici malattie che colpiscono le varie specie arboree sia per la mancanza di azioni preventive e manutentive, sia per l’inquinamento crescente che abbassa le autodifese contro i patogeni, sia per i disinvolti abbattimenti diretti, effettuati per motivi di cosiddetta ‘sicurezza’ stradale e per riconformare le strade stesse.
Il fenomeno è indubbiamente problematico ed estremamente diffuso, ma ad oggi non siamo a conoscenza di alcuna iniziativa (né regionale né da parte delle amministrazioni comunali interessate, né da parte del Ministero per i BB. CC.) che intenda salvare questo patrimonio paesaggistico e storico costituito dai viali alberati.
Con questa nota intendiamo sollecitare un’azione coordinata e generale in tal senso a tutti gli organismi in indirizzo, che non si limiti ad una pura presa d’atto.
Ma con questa nota chiediamo altresì un urgente interessamento e l’elaborazione di un programma di intervento per lo specifico viale in oggetto (magari con il concorso finanziario di Comune e Regione, similmente a quanto accaduto per i platani delle Mura di Lucca). Il limitato onere economico che ne deriverebbe (vista l’enorme differenza tra le due situazioni) sarebbe sicuramente sostenibile!
Fidando in una positiva accoglienza dell’istanza, restiamo in attesa di rassicurazioni e inviamo i migliori saluti.

Iniziative
TOSCANA/ PAESAGGIO E URBANISTICA
Lettera aperta al Presidente Claudio Martini
Roberto Mannocci, Consigliere nazionale Italia Nostra
Dopo i casi Monticchiello, Bagnaia, Contignano... ecco una lettera aperta inviata il 10 ottobre al Presidente della Giunta Regionale Toscana che invita la Regione ad operare per la tutela del patrimonio paesaggistico con urgenti riforme normative e a fermare assurdi progetti in lucchesia.
Illustre Presidente,
l’inconcepibile caso Monticchiello nato per la strenua difesa ambientale di Alberto Asor Rosa ha avuto il merito (ma pagato a caro prezzo) di evidenziare carenze inconcepibili nella gestione del territorio toscano e nella tutela paesaggistica. A questo è indispensabile e urgente porre rimedio. Leggi toscane come la legge 5/1995 e la recente 1/2005 sul governo del territorio, pur innovative nell’impostazione e finalizzate a coniugare lo sviluppo compatibilmente con la tutela delle risorse (anzi partendo dalla tutela delle risorse), si sono dimostrate e si stanno dimostrando strumenti solamente teorici nella pratica applicazione.
Se, a livello urbanistico, i Piani Strutturali dei Comuni dovevano indicare, partendo dall’identità, dalla struttura (invarianti), dalla conformazione “genetica” di un territorio (statuto dei luoghi), i limiti massimi delle trasformazioni possibili ove possibili e dei fabbisogni da distribuire in un lasso temporale indefinito perché infinito, i Regolamenti Urbanistici attuati dai Comuni hanno teso a rendere possibile nell’immediato tutte queste trasformazioni mirando all’esaurimento repentino di tali limiti. Ciò che doveva essere possibile in un trentennio viene consumato in pochissimi anni. Ciò che è avvenuto nel Comune di Porcari (uno dei primi a dotarsi di Piano Strutturale) è sintomatico: il Comune, oggi, elabora un nuovo Piano Strutturale perché nel decennio passato la sua politica urbanistica ha esaurito tutte le vaste possibilità di trasformazione ivi contenute. È quanto sta succedendo anche nel Comune di Lucca ove a soli due anni dall’approvazione del Regolamento Urbanistico tutto il territorio pullula di mastodontici cantieri edilizi pur in una situazione di pluriennale stasi e regressione demografica ed economica.
La nuova legge urbanistica regionale N°1/2005 doveva rivedere e correggere la vecchia Legge 5 dopo un decennio di applicazione. In realtà quello che è stato fatto è la concessione di un’ulteriore autonomia ai Comuni nella gestione totale del proprio territorio.
Sul piano paesaggistico la Regione Toscana ha voluto conservare la delega ai Comuni della tutela specifica, nonostante le nostre molteplici raccomandazioni per assegnare questo ruolo ad organismi su scala sovracomunale o provinciale e per prevedere una composizione dei Collegi ambientali veramente qualificata sul piano della salvaguardia ambientale e indipendente dai condizionamenti politici.
A questo, colpevolmente, la Toscana non ha voluto provvedere! Assistiamo così all’assurdo che la tutela paesaggistica è assegnata nella stragrande maggioranza dei casi a coloro che sono professionisti del mattone, due dei quali graditi alla maggioranza che guida i Comuni e uno alla minoranza, in grado comunque di offrire una sicura “copertura” discrezionale a tutte le più scellerate operazioni territoriali dell’Ente che li sceglie e sulle quali le debolissime Soprintendenze non hanno, a posteriori, il coraggio o la forza di intervenire se non con palliative correzioni.
Una consistente revisione di questo andazzo è però pervenuta dal Governo centrale con il Decreto Legislativo 157 del 24.03.06 che integra e corregge il Codice del Paesaggio (L.42/2004). Le Commissioni locali per il paesaggio dovranno essere sovracomunali o di ambito provinciale e composte da individui con “particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio”. Ovvero per essere considerati ‘esperti ambientali’ non basterà essere un professionista con almeno 10 anni di anzianità e che ha costruito molto, ma bisognerà aver lavorato molto nella e per la tutela del paesaggio.
Entro il prossimo 31 dicembre queste norme nazionali dovrebbero essere rispettate e ad esse devono adeguarsi le normative regionali.
Che la Regione Toscana si adegui subito a queste norme anche se il termine temporale verrà posticipato. Sarà un piccolo semplice passo concreto verso quella tutela paesaggistica che codesta Presidenza afferma di avere a cuore… perché il paesaggio è la nostra cultura e una delle maggiori risorse del patrimonio toscano. Può darsi che anche grazie a questo cambiamento possano ridursi le sciagure come quella di Monticchiello.
Sciagure che si espandono in tutto il territorio… anche nella mia zona (Lucchesia). Qui, con placet urbanistico ed ambientale, sta per prendere corpo un residence di 32 abitazioni (oltre a strade, oltre a parcheggi…) sulla collina di S. Macario a Lucca come recupero (sic!) della volumetria di una vecchia serra, in zona integralmente agricola e formalmente protetta dalla L.431!
Su questa questione specifica, sul travisamento assoluto di norme urbanistiche e sul calpestamento di ogni principio di tutela ambientale e paesaggistica invito a fare una pressante e urgente verifica… essendo ancora possibile fermare questi distruttori autorizzati del paesaggio.
Che dire poi dell’edificio a quattro piani, lungo quasi 100 metri e con 58 appartamenti, che sta per sorgere, naturalmente con tutte le entusiastiche autorizzazioni del caso, proprio nell’integro centro storico di Lucca nell’area della ex caserma Mazzini, a mo’ di “biscione” con la fisionomia che ricorda i casermoni periferici degli anni passati?
Se è vero che questi sono mali non dovuti all’azione diretta della Regione, ma alla distorta interpretazione e applicazione delle sue norme, ogni mancanza di intervento nel far rispettare le regole non solo è inammissibile, ma determina una pesante corresponsabilità che, mi auguro, né Lei né la Sua Amministrazione vogliano assumersi.
Ringrazio dell’attenzione.
Segnalazioni
ALTRI MONTICCHIELLO!
Allarme anche per Contignano
100 nuove abitazioni stanno per invadere un paesino di appena 150 abitanti.
Il tutto per garantire seconde case a persone che abiteranno qui solo qualche giorno all'anno...
http://contignano.blogspot.com/
