Rinnovamento nella Tradizione

Rinnovare Italia Nostra conservandone la migliore tradizione.

RinnovamentoNellaTradizione

Blogger: gruppo17

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

-

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 30 novembre 2006

Iniziative


TOSCANA
Un convegno per salvare il paesaggio

Italia Nostra, Consiglio Regionale Toscano

DOPO MONTICCHIELLO. PAESAGGIO TOSCANO DA SALVARE:
RIPENSARE IL 'GOVERNO DEL TERRITORIO'

sabato 9 dicembre 2006
Sala Verde di Palazzo Incontri - CFR Via de' Pucci, 1 - Firenze

Cliccare sull'icona per il visualizzare il programma dettagliato

Programma-Invito_9_dicembre

 

postato da: gruppo17 alle ore 18:50 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative

Iniziative
IL PRIVATO PREVALE SULLA MEMORIA!
Nella frazione di Cerretoli, comune di Castelnuovo Garfagnana, così si interviene nello spazio vitale di un monumento ai caduti delle due guerre. Questa la sdegnosa nota della Sezione di Lucca.
 
Roberto Mannocci, Presidente della Sezione di Lucca
 
 
Nel borgo di Cerretoli l’Amministrazione comunale di Castelnuovo ha autorizzato, recentemente, l’ampliamento di un’abitazione che viene a cozzare (letteralmente!) con lo spazio vitale di un monumento ai caduti delle due guerre lì eretto nell’ultimo dopoguerra.
Il modo in cui è stato autorizzato questo intervento edilizio è, per noi, scandaloso perché offende sia i valori ambientali che la memoria degli stessi caduti che il monumento intendeva celebrare. Se il monumento, un alto tronco piramidale sormontato da una nike alata, si erigeva su un ristretto terrazzo aperto sul panorama montano (v. foto 2), ora il panorama è occultato integralmente dalla nuova costruzione e il monumento di trova in asse e quasi a un metro di distanza dalla porta della nuova abitazione (v. foto 1). Il monumento in ricordo dei cittadini di Cerretoli caduti è divenuto una sorta di decoro per un vestibolo privato di quell’abitazione ampliata.
Non infieriamo con considerazioni sulla qualità e sui princìpi della nuova edificazione (tutta un falso balbettante stilemi rusticheggianti, pietrucole in aggetto e cornici pseudo-cinquecentesche…), ma quanto è stato autorizzato è testimonianza piena della pazzia delle norme edilizie e urbanistiche e soprattutto della loro fuorviante “interpretazione”….. se è vero che la costruzione ha potuto occupare impunemente (!!!!) anche qualche metro di uno spazio della comunità, che è anche un’area ‘sacra’ che la rappresenta e in cui si riconosce!  
Se tutto quello che riguarda la prima guerra mondiale (dalle vestigia ai monumenti commemorativi) deve essere tutelato per legge (L. 7 marzo 2001, N° 78) qui il Comune non ha rispettato niente!
Ci aspettiamo e chiediamo che con un sussulto di dignità da parte dell’Amministrazione pubblica si ripristini la memoria e lo stato del luogo.
postato da: gruppo17 alle ore 18:35 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative

Iniziative


FINALMENTE AVVIATO IL VINCOLO
PER LA CHIESA DI S. GIUSTO ALLA CAIPIRA!

Su iniziativa della Sezione lucchese di Italia Nostra, la Soprintendenza di Lucca ha avviato la pratica per il decreto di vincolo sulla piccola chiesa romanica di S. Giusto (Comune di Capannori). Ecco la notizia come riportata dalle pagine di cronaca locale de Il Tirreno del 22.11.06.
Per gli antefatti consulta in questa Categoria le note postate il 14 e il 30 Luglio 2006.

SGiusto_1
















"La soprintendenza vieta ogni intervento l'edificio non diventerà studio professionale. Arriva il vincolo sulla chiesa di S. Giusto"

MARLIA. La soprintendenza ai beni culturali blinda la chiesina romanica di San Giusto alla Caipira, a Marlia. È stato infatti dato il via ai “procedimenti di dichiarazione di interesse particolarmente importante nei confronti del bene, che di fatto vincola qualsiasi tipo di intervento sull’antico edificio, sia che si tratti di opere e lavori che di atti di locazione e trasferimento della proprietà. La notizia è stata accolta con favore dai paesani.  La chiesa, che si trova in una zona nascosta di via del Parco, sospesa tra i paesi di Marlia e Valgiano, alcuni mesi fa era stata oggetto di trattativa tra il Comune di Capannori, intenzionato ad acquistarla per ristrutturarla e aprirla al pubblico, e l’ex proprietario ed ex patron della Lucchese Emilio Gioia. Tra i due, però, si era inserito un terzo soggetto, un architetto ..., che alla fine l'aveva spuntata lasciando l'amaro in bocca all'amministrazione Del Ghingaro.  «Si comunica che l’immobile in oggetto presenta interesse particolarmente importante, per quanto mutilata e manomessa conserva elementi peculiari assai significativi che ne confermano indubbiamente il carattere di fonte sicura, vero archetipo per lo studio di un particolare genere di architettura minima diffusa soprattutto nel contado tra il VII e il IX secolo, classificandola come l’edificio medievale più antico della nostra regione, pur se le attestazioni documentarie che la riguardano risalgono solo al 987. Per tali motivi comunichiamo di aver dato avvio al procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante nei confronti del bene».  Queste le poche righe con cui la soprintendenza tutela la chiesina di San Giusto alla Caipira.  Poche righe attese da tempo sia dagli abitanti di Marlia che dall'Amministrazione comunale di Capannori, preoccupati della vendita dell'edificio ad un privato e per le voci che volevano già pronto un progetto per ricavare al suo interno degli studi professionali.  Un pezzo unico la chiesina, dal valore culturale inestimabile. Abbandonata da anni e ripetutamente saccheggiata (sono state trafugate molte delle pietre finemente lavorate come l’architrave del lato nord), da tempo necessita di opere di ristrutturazione in grado di risanare i danni causati dal tempo e dall'incuria. Nessuno stop alla ristrutturazione da parte della soprintendenza, che però dimostra particolare attenzione al recupero dell'edificio, così come era stato chiesto da più parti, dal Comune, da Italia Nostra e perfino da un gruppo di cittadini di Marlia.  E alla luce della lettera che sancisce la tutela della chiesa, anche l’assessore all’urbanistica capannorese Claudio Ghilardi si dice soddisfatto. «La salvaguardia della soprintendenza non può che farci piacere».

postato da: gruppo17 alle ore 18:21 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative
venerdì, 24 novembre 2006

Diario Nazionale


LETTERA AI PRESIDENTI

  Ai Presidenti di Sezione 
Ai Presidenti dei Consigli Regionali di Italia Nostra


Caro Presidente,
quando ci siamo presentati alle elezioni di Italia Nostra della scorsa estate abbiamo fatto della trasparenza e del perseguimento dell’esigenza di una crescita effettiva e di un rinnovamento delle sezioni sul territorio, i nostri principali obiettivi.
Volevamo e vogliamo ancora adesso infatti un’associazione meno centralistica, più vicina alle sezioni ed ai tanto soci che vi dedicano le proprie energie.
Siamo convinti pertanto della necessità di informarti di quanto è accaduto nelle prime due riunioni del consiglio direttivo nazionale allegando alle presente una nota riassuntiva.
Ti evidenziamo in particolare la ingiustificata decisione di destinare ca. 900 mila euro per acquistare la sede in via dei Gracchi alla sezione romana di IN, ignorando e respingendo invece le nostre legittime istanze (presentate con una specifica mozione che è stata votata e respinta) di utilizzare invece quei soldi per dare a tutte le sezioni e consigli regionali un minimo di disponibilità di fondi ed attrezzature per consentire loro di proseguire nelle proprie attività.  
Nella speranza che voglia condividere le nostre istanze ti salutiamo cordialmente.

Firenze, 24 novembre 2006

I consiglieri Canestrini, Liguori, Loche, Mannocci, Petrocchi, Rinaldi, Signorini.

I nostri e-mail per rispondere sono, rispettivamente: fcanes@libero.it; dedalokr@libero.it; a.loche@awn.it; roberman@interfree.it; avv.petrocchi@libero.it; ascolipicenofestival@libero.it; m.r.signorini@virgilio.it
"Per ulteriori notizie sulla nostra attività rimandiamo al
BLOG <
http://rinnovamentoitalianostra.splinder.com>".

 

postato da: gruppo17 alle ore 18:24 | link | commenti
categorie:
lunedì, 20 novembre 2006

Contributi Culturali


Una Calabria senza più anima…

Dott. Paolo Damiano Franzese, storico dell’arte

Il recente restauro della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Papasidero (Cs), come ben rilevato in questi giorni dalla prof.ssa Liguori, Presidente regionale di Italia Nostra, rischia di essere incluso nel decalogo italiano come un intervento incredibilmente grossolano. Le motivazioni sono molteplici e di diversa natura. Ha ragione Bloise, sindaco del piccolo comune del Pollino, quando afferma che Italia Nostra ha dimenticato di sottolineare che il restauro ha reso accessibili gli ambienti sottostanti la chiesa e il recupero della facciata e degli ‘archi murati’; tuttavia ciò non rende meno grave il fatto che, anche agli occhi di un profano, il campanile ha oggi una colorazione stravagante e per nulla coerente con il monumento rupestre, con la sua storia, con la sua complessa stratificazione culturale, con la sua condivisa identità secolare.
Il Restauro – per fortuna ormai da più di un secolo – è una disciplina scientifica, filologica, critica, seria e affidabile, che ha come scopo quello di tramandare il monumento alle future generazioni, di preservarlo da fenomeni distruttivi e di farlo in modo assolutamente neutrale, non invasivo, reversibile e, soprattutto, senza alcuna invenzione di sorta. A pagarne il prezzo più alto di questo triste misfatto non è certo Italia Nostra ma il santuario della Madonna di Costantinopoli e quindi proprio gli abitanti di Papasidero, la loro storia, la loro stessa peculiarità culturale, quella che con animo amorevole il sindaco ha cercato di difendere da un ‘attacco ingiustificato’, che ha invece, a mio parere, avuto solo il torto di aver sollevato un problema cruciale per il futuro della nostra regione: avanti di questo passo, fra una decina d’anni, non ci saranno più beni culturali in Calabria. Nessun turista avrà l’interesse ad avventurarsi in questa estrema terra d’Italia per conoscerne i monumenti e i paesaggi una volta unici e straordinari e che ora rievocano solo lontanamente le antiche testimonianze culturali, storiche e artistiche che le hanno partorite, risultando, nei migliori dei casi, posticci, alterati, imbruttiti e deformati.
Se si faranno costruire ancora incredibili edifici in cemento armato a ridosso dei monumenti storici (Cerchiara), inutili anfiteatri a pochi passi da gloriose abbazie medievali (S. Giovanni in Fiore), palazzi di cinque piani da utilizzare come megaparcheggio al riparo di antichi castelli normanni (Altomonte), si uniranno stratosferici sforzi economici per ‘abbellire’ la costa dell’Alto Tirreno con complessi alberghieri faraonici (Praia a Mare), presto, anzi prestissimo, non ci sarà più alcun luogo in Calabria risparmiato dalla furia distruttrice del calcestruzzo, emblema, ritornato purtroppo di moda, dello sviluppo a tutti i costi, del guadagno facile, di pericolosi miraggi occupazionali.
A osservare con attenzione le cronache degli ultimissimi anni, si evince con chiarezza che questi non possono essere considerati più come sporadici casi di una sfortunata e infelice politica dei beni culturali patrocinati e partoriti nelle candide sale delle Istituzioni, ma un vero e proprio smantellamento meditato e feroce non solo dei boschi, della costa, del nostro mare – sempre più inquinati dall’immondizia e dal cemento –, ma anche delle rare e, perciò, ancora più preziose e fragili testimonianze del passato. Se non si corre quanto prima al riparo si rischia seriamente di assistere impotenti alla dispersione, all’alterazione e al disfacimento del patrimonio storico culturale della Calabria, alla sua unicità e particolarità. Sotto questo aspetto è importante evidenziare che in pericolo vi è l’identità stessa della nostra storia, le ricchezze peculiari di una comunità nata e sviluppata alla luce della Magna Grecia, della dominazione Romana e poi di quella Gota, Bizantina, Longobarda, Araba, Normanna, Angioina, Aragonese, Borbonica, governi che hanno, nel loro susseguirsi spesso confuso e violento, costituito una stratificazione unica ancora oggi evidente nei dialetti, nella natura dei piccoli insediamenti urbani, nei romitori eremitici, nei sedimenti archeologici, nei castelli federiciani, nelle torri costiere di avvistamento, nelle numerose comunità albanesi, grecaniche e occitane.
Pitagora, Milone, Zeusi di Eraclea, Gioacchino da Fiore, Barlaam di Seminara, Leonzio Pilato, Tommaso Campanella; i santi italo bizantini Nilo da Rossano, Fantino il Giovane, Elia Speleota, Gregorio da Cerchiara, Bartolomeo da Simeri; e ancora Flavio Aurelio Cassiodoro, san Francesco di Paola, Galeazzo di Tarsia, Bernardino Telesio, Mattia Preti, Gian Vincenzo Gravina, Francesco Perri e Corrado Alvaro. Un elenco quanto mai sintetico e lacunoso, ma che, credo, possa riassumere bene le anime, la storia e le culture, spesso diversissime, che hanno costituito – e costituiscono ancora – l’essenza e lo spirito calabrese. Patrimonio straordinario, in realtà, scarsamente noto ai più. È sufficiente, del resto, sfogliare gli indici di qualsiasi manuale scolastico di Storia o Storia dell’arte alla parola “Calabria” per rendersene conto. Aspetto desolante che rafforza, se ce ne fosse bisogno, la necessità urgente di investire ingenti risorse, politiche ed economiche, per una nuova sensibilità culturale tesa alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico calabrese e, quindi, alla ricerca, allo studio e alla necessaria consapevolezza; concorrere alla rovina del nostro patrimonio equivale, infatti, a lacerare questa composita e preziosa eredità: ogni minima manomissione rischia concretamente di determinare la scomparsa di irriproducibili segni-significanti cui corrispondono anche una specifica identità civica, sociale e spirituale. Non è possibile fare o avere preferenze; è un tutt’uno, un unicum inscindibile, inalienabile, fragile e straordinariamente prezioso che abbiamo il dovere di salvaguardare da ogni moderna tentazione sbrigativa di profanazione. Poiché, come afferma Ranuccio Bianchi Bandinelli, “a ciascuno piace riguardare le immagini del proprio padre e del proprio nonno, e le fotografie di se stesso nei momenti più lontani della propria vita, ove ciascuno si riconosce pur mentre si sente diverso e ove ciascuno vede ritornare attorno a sé altre immagini e altre memorie collegate con quelle. Così è per un popolo il contemplare le vestigia del proprio passato, umile o glorioso che esso sia; così è per l’uomo non incolto non rozzo il vedere dinnanzi a sé vive e tangibili le memorie del passato: un passato che ci appartiene come ci appartengono i nostri vecchi, e al quale, allo stesso modo, noi apparteniamo. È attraverso queste radici della storia che noi acquistiamo coscienza di noi e la saldezza necessaria per affrontare, con certezza di successo, la costruzione di un avvenire migliore”.

FiumeLaoPapasidero




























Fiume Lao nei pressi della chiesa di Santa Maria di
Costantinopoli a Papasidero (Foto O. Chiaradia)

postato da: gruppo17 alle ore 18:34 | link | commenti
categorie: 07 contributi culturali
giovedì, 16 novembre 2006

Iniziative


INTERVENTO DI RESTAURO SANTA MARIA
DI COSTANTINOPOLI PRESSO PAPASIDERO (CS) (BENE VINCOLATO AI SENSI DEL
D.L. 29.10.1999 E SS.)

  

 Egregio MINISTRO,
si rimane sbigottiti nel constatare i risultati del recente restauro del Santuario di Santa Maria di Costantinopoli realizzato dal Comune di Papasidero (Cs), bene vincolato ai sensi del D.L. 29.10.1999 e ss., tanta è l’assoluta mancanza di qualsiasi corretto principio di restauro, tanta è l’assenza di qualsivoglia rispetto per l’esistente e la consuetudine decennale di una simile tipologia di intervento, che dovrebbe connaturarsi come minimo, non invasivo, neutrale, reversibile, conservativo, filologico ecc.. Il restauro della piccola chiesa di Santa Maria di Costantinopoli si prospetta invece come un intervento incredibilmente distruttivo, alterante, incongruo e grossolano: salta con evidenza agli occhi l’invenzione arditissima, poiché slegata da qualsiasi motivazione storico-estetica, della decorazione multicolore dell’intonaco del campanile, atto tanto insensato quanto fuorviante per una corretta visione d’insieme, ravvicinata e panoramica, del monumento rupestre. Non solo, infatti, la piccola chiesa nella sua posizione isolata e arroccata sulla sponda destra del fiume Lao suggerisce la natura e origine antica, testimone della straordinaria esperienza del monachesimo bizantino, in una zona popolata come quella della valle del Mercure-Lao già dall’VIII secolo ma soprattutto dal IX-X da una numerosissima comunità monastica italo-bizantina (Eparchia del Merkurion), cenobitica e eremitica, proveniente da diverse sponde del Mar Mediterraneo.
Ci si sarebbe aspettati, naturalmente, un intervento scientificamente appropriato, attento e sensibile alla ricchezza storica e alla complessità delle stratificazioni materiali del monumento prima di adoperarsi a sconvolgere irreparabilmente l’identità storica, culturale e estetica del monumento rupestre, sottoposto, bisogna ricordare, a specifico vincolo di tutela. Sfregio perpetuato, come se non bastasse, anche a danno di alcune importanti tracce di un dipinto rupestre, sito sulla parete rocciosa alle spalle del campanile, databile al XIV-XV secolo, raffigurante una Santa martirizzata, e che oggi è vistosamente imbrattata da schizzi di materiale cementizio e resinato occorsi per la sistemazione della parete rocciosa che sovrasta l’edificio. Lavoro di messa in sicurezza, quest’ultimo, che non ha assolutamente tenuto conto della peculiarità del legame indissolubile con l’ambiente-monumento, connaturato dalla folta vegetazione mediterranea in cui la chiesa si inserisce da sempre.
In riferimento a quanto rivelato, e di cui si allega la relativa documentazione fotografica, ItaliaNostra Calabria chiede un’urgente verifica dei nullaosta e autorizzazioni necessarie relative all’intervento di restauro e l’attivazione di questo dicastero per il doveroso ripristino dell’aspetto autentico del monumento tutelato. Convinti della Sua sensibilità istituzionale, oltre che culturale e umana, Le invio i più cordiali saluti.
In attesa di un gentile riscontro in merito.

Teresa Liguori, Presidente Consiglio Regionale Italia Nostra Calabria


Breve nota storica
L'edificio, sito nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, ha un impianto planimetrico a croce commissa, con tre navate interne scandite da archi a tutto sesto poggianti su pilastri. La facciata principale è a salienti e presenta sul lato sinistro un campanile cuspidato a base quadrata.
All'interno, sulla parete absidale, è conservato un affresco che rappresenta la Vergine in trono col Bambino fra l'Arcangelo Michele e il Vescovo (San Procolo?) del XVI-XVII sec.; una statua lignea della Vergine col Bambino, realizzata a figura intera e impreziosita da un panneggio policromo a decorazione floreale (XIX sec.); un organo a canne del XVIII secolo.
È molto probabile che la chiesa sia sorta su un precedente sito di culto più antico, a chiusura di una grande grotta utilizzata in epoca altomedievale dai monaci italobizantini. Seguì, inoltre, l’edificazione di un’edicola a custodia dell'affresco della Madonna di Costantinopoli, intorno al 1656 anno in cui, a seguito di un intervento miracoloso durante la peste, i papasideresi la elessero Patrona del paese, eventi che motivarono poi gli ulteriori ampliamenti architettonici.
L'edificio è raggiungibile attraverso un ponte fatto costruire nel 1904 da Nicola Dario, edificato al di sopra della campata, ancora visibile, di quello medievale già noto come "Ponte della Rognosa".


La situazione del Santuario prima dei lavori di restauro


La situazione del Santuario dopo i lavori di restauro
 
Foto di Giovanni Roviello

 

postato da: gruppo17 alle ore 15:32 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative
sabato, 11 novembre 2006

Proposte
UN PROBLEMA:
LO STATUS DELLE SOPRINTENDENZE

Ecco il testo della richiesta al Consiglio nazionale di Italia Nostra di attuare, tramite un apposito Gruppo di lavoro, un’indagine nazionale sullo stato delle Soprintendenze, sulle loro difficoltà e sulla loro efficienza.
 
Noi tutti siamo coscienti che i migliori alleati della nostra Associazione nell’opera di tutela del territorio e dei beni culturali sono le Soprintendenze. A loro va sicuramente il riconoscimento di enormi sforzi che sono costrette a fare pur in carenza di organico, di attrezzature e di mezzi. Se gran parte del patrimonio culturale e paesaggistico è stato possibile salvare il merito va indubbiamente ascritto a tutti quei funzionari che con dedizione e competenza hanno sapientemente svolto il proprio ruolo istituzionale.
Ma non possiamo non notare come nei tempi più recenti, vuoi anche per una certa confusione normativa, il ruolo delle stesse Soprintendenze ha subito qualche inammissibile appanno. In alcuni casi come quello gravissimo del santuario di S. Maria di Cerchiara in Calabria o come quelli emblematici e problematici della realtà lucchese o come l’ultranoto caso dei condomini di Monticchiello nell’area senese (trattati in modo più ampio all’interno del sito http://rinnovamentoitalianostra.splinder.com a cui rimandiamo) ….i comportamenti non sono apparsi all’altezza di organismi che hanno il potere di svolgere un’adeguata azione di tutela.
Poiché senza un adeguato supporto di queste Istituzioni alle nostre battaglie le battaglie stesse su cui si concentra il nostro impegno rischiano di andare perdute, riteniamo fondamentale che l’Associazione Nazionale addivenga a svolgere un’indagine nazionale per fare il punto sulla consistenza e sull’efficienza di queste strutture.
Si tratta in sostanza di istituire un Gruppo di Lavoro (composto da membri del Consiglio e da soci esterni competenti) per la redazione di una sorta di “libro bianco” sullo status delle Soprintenendenze nel territorio italiano.
Non trattasi assolutamente di azione che ha lo scopo di denigrare queste Istituzioni, ma di conoscere e verificare la loro efficienza individuandone le cause per poter stimolare e richiedere rimedi. Gran parte di questo lavoro cognitivo è ricavabile presso la sede centrale del Ministero (suddivisione del territorio nazionale secondo le competenze archeologiche, artistiche, architettoniche, archivistiche…; copertura degli organici; competenze del personale a disposizione; copertura degli incarichi dirigenziali…) mentre altri dati potranno essere forniti dalla collaborazione delle nostre sezioni e/o dalle Soprintendenze stesse (strutture disponibili, finanziamenti, adeguatezza delle sedi periferiche, forniture…). Altro aspetto che influisce sull’efficienza di questi organismi è il quadro normativo, sia per quanto riguarda la tutela dei beni culturali sia per quanto concerne la tutela dei beni paesaggistici.
Chiaramente la stesura di un “libro bianco” di questo tenore potrà dare alla nostra Associazione grande visibilità con la pubblicizzazione dei risultati che emergeranno.
Per i dettagli di questo censimento e di questa ricerca chiaramente occorre rimandare agli approfondimenti e ad un piano da redigere da parte dello specifico Gruppo di lavoro su ricordato.
Premesso quanto sopra si richiede che venga posto in discussione nella prosima seduta del CDN il seguente argomento: Soprintendenze e opera di tutela – Istituzione di un Gruppo di lavoro.
postato da: gruppo17 alle ore 18:43 | link | commenti (2)
categorie: 04 proposte
venerdì, 10 novembre 2006

Proposte
UNA "CAMPAGNA" PER I VIALI ALBERATI

Su iniziativa di alcuni consiglieri nazionali di Italia Nostra viene avanzata la richiesta al Consiglio nazionale dell’Associazione per una campagna di rilevamento sullo status delle strade e dei viali alberati nel territorio nazionale alla quale, se l’iniziativa sarà fatta propria dal CDN, sono chiamate a collaborare le varie sezioni locali. Questo il testo della richiesta.
 
Una caratteristica del paesaggio italiano è costituita dal patrimonio di strade e di viali alberati di grande pregio che costellano il territorio nazionale. Le piantumazioni di platani, cipressi, pioppi, bagolari, aceri, tigli, lecci, liriodendri, pini domestici, eucalipti (a seconda dell’area geografica)….., su una o due file fiancheggianti le carreggiate, hanno costituito fino all’ultima guerra mondiale un arredo costante degli assi viari, sia che fossero viali urbani, strade statali e provinciali di comunicazione a lungo raggio o semplice viabilità di accesso a luoghi particolari quali ville monumentali, borghi o casali isolati.
Lo status di questo patrimonio è sempre più a rischio di scomparsa vuoi per le molteplici malattie che a turno colpiscono le varie specie arboree sia per la mancanza di azioni preventive e manutentive (molto spesso assistiamo soltanto a drastiche e ‘drammatiche’ capitozzature), sia per l’inquinamento crescente che abbassa le autodifese contro i patogeni, sia, ancora, per i disinvolti abbattimenti diretti, effettuati per motivi di cosiddetta ‘sicurezza’ stradale e per riconformare le strade stesse alle dimensioni crescenti del traffico. Tutto questo porta ad abbattimenti parziali che, pezzo per pezzo, finiscono per cancellare questo insieme di “luoghi” particolarissimi. Solo in pochissimi casi eccezionali si è proceduto, con un programma finanziato, al re-impianto di ciò che veniva abbattuto per forza maggiore, come nel caso dei platani della passeggiata pensile delle Mura lucchesi, o per il viale di cipressi di Bòlgheri….
 
Altrove né amministrazioni comunali, né Soprintendenze, né Amministrazioni Regionali hanno affrontato programmaticamente la questione del ripristino di un patrimonio paesaggistico eccezionale, limitando la propria opera, tutt’al più, a passivi, anche se indispensabili, piani fitosanitari che prescrivono l’abbattimento degli esemplari colpiti da patogeni per limitare la diffusione delle malattie.
Per la salvaguardia di questo patrimonio e per un’azione programmatica di ripristino proponiamo che la nostra Associazione apra una campagna di sensibilizzazione sul tema specifico di cui proponiamo la seguente articolazione:
1.      Formazione di un Gruppo di Lavoro presso la sede centrale formato da consiglieri e da esperti (possibilmente soci) nei settori storico, paesaggistico e botanico.
2.      Rilevamento sul territorio nazionale dei casi critici attraverso semplici schedature fattibili coinvolgendo attivamente le Sezioni, fornendo alle stesse tutti gli elementi che possono facilitarne la rilevazione. Potrebbero crearsi all’uopo anche coordinamenti regionali.
3.      Lancio della campagna di rilevamento con dovuta evidenza sulla Stampa e pubblicizzazione dei risultati ottenuti (che dovrebbero essere assai drammatici), con elaborazioni statistiche.
4.      Inoltro dei risultati ottenuti presso tutti gli Enti nazionali competenti, operando anche con le varie sezioni e consigli regionali per l’inoltro capillare anche a livello locale.
5.      Richiesta di predisposizione di programmi di intervento regionale secondo ordini di priorità che scaturiranno dall’analisi effettuata.
6.      Eventuale ricerca di sponsorizzazioni specifiche sull’iniziativa, che tuttavia dovrebbe avere un costo limitato, trattandosi sostanzialmente di schedature molto sintetiche accompagnate da foto.
A nostro giudizio le campagne di rilevamento di questo tipo dovrebbero costituire un tratto caratteristico della nostra Associazione, che sarà così in grado di dimostrare, agli Enti e all’opinione pubblica, non solo la sua qualità culturale e la sua nota attenzione agli aspetti ambientali e paesaggistici da tutelare, ma anche la capacità e la volontà di operare propositivamente per la risoluzione dei problemi, con i riflessi positivi che ne conseguiranno.
Altro aspetto positivo è il coinvolgimento attivo delle Sezioni in un progetto comune. Un progetto cui possono partecipare tutte le sezioni, anche quelle più deboli e meno strutturate, per la semplicità della schedatura, ma per la quale sarà indispensabile una minima attrezzatura digitale.
Per favorire questa ampia partecipazione (l’efficacia della campagna sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà l’estensione del territorio indagato) proponiamo di rilevare solo i seguenti aspetti: tipologia stadale (stada statale, provinciale, viale urbano, viale privato…), tipologia dell’impianto arboreo (una fila, due file…), epoca dell’impianto arboreo, specie arboree, condizioni dello stato attuale, cause del degrado (riconformazione stradale, malattie fungine….), valore paesaggistico e monumentale, immagine fotografica generale e particolare….. ma l’approfondimento di questi aspetti tecnici sarà opportunamente svolto dall’apposito Gruppo di lavoro…. se il CDN accoglierà la presente proposta.
 
Cordiali saluti.
 
Francesco Canestrini
Teresa Liguori
Roberto Mannocci
Evaristo Petrocchi
Gaetano Rinaldi
Maria Rita Signorini
Alberto Loche
postato da: gruppo17 alle ore 17:02 | link | commenti (1)
categorie: 04 proposte

Iniziative


LUCCA - Appartamenti nella chiesa!

La notizia che la romanica chiesa di S. Quirico ‘all’olivo’ sta per essere trasformata (dopo un recente passato di sala cinematografica) in contenitore di mini-appartamenti ha spinto la Sezione lucchese a questo documento “preventivo” indirizzato a Comune di Lucca, Soprintendenza e Direttore regionale per i BB.CC.
 
Roberto Mannocci, Presidente della Sezione di Lucca

 
A questa Associazione è stato riferito che si sta elaborando un progetto da parte dei privati proprietari dell’immobile in oggetto (sottoposto a vincolo ex lege 1089/39) per ristrutturarlo, dividendone l’altezza globale il due o tre parti, e utilizzando il livello più alto quale contenitore di alcuni appartamenti. In sostanza con questo progetto il grande monovolume unitario della vecchia chiesa di S. Quirico “all’olivo” , che non era stato negato nemmeno durante la sua ultima trasformazione in cinema, verrebbe definitivamente cancellato spezzettandolo orizzontalmente in più livelli e verticalmente con pareti divisorie per formare i diversi mini-appartamenti previsti. E per raggiungere l’altezza utile alla creazione dei tre piani di vita si prevede anche il rifacimento di una copertura a capanna al posto dell’attuale a padiglione, conseguenza di un passato rifacimento.
È chiaro che questo intervento non si concilia con le caratteristiche spaziali e strutturali originarie di questo bene culturale, che richiede una soluzione funzionale che parta da tali caratteristiche e ne valorizzi e recuperi la spazialità globale. In questa ottica a poco serve la conservazione in vista di alcuni scavi archeologici recentemente effettuati e nemmeno che (come sembra) non verranno aperte finestre sui fianchi della chiesa, ma che l’illuminazione (e l’areazione) agli appartamenti sarà ‘garantita’ da un cavedio o cortile interno, elemento che costituirebbe la negazione totale dello spazio storico!
Questi interventi edilizi sono inaccettabili perché attraverso un assurdo e mero sfruttamento volumetrico cancellano integralmente l’essenza degli spazi storici che abbiamo ereditato e risultano assai più pesanti di quelli già effettuati negli anni ’50. Gli edifici ecclesiastici, poi, soffrono in modo particolare di queste iniziative, contro cui ci siamo sempre espressi e che finora sono state evitate, quale l’operazione che alcuni anni addietro voleva farsi nell’oratorio del Nome di Gesù in via Busdraghi, trasformandolo in albergo, o quella che voleva fare della chiesa di S. Matteo una pizzeria! Per il recupero di questi particolari edifici dobbiamo ricercare funzioni compatibili (a livello architettonico) con la propria spazialità originaria, ma che conservino anche il ruolo urbanistico di elementi di aggregazione o di riferimento della comunità, come lo sono stati storicamente gli edifici ecclesiastici. Questo significa conservare la struttura urbana di Lucca!
Una ristrutturazione snaturante come quella proposta per la chiesa di S. Quirico è del tutto incompatibile con le norme assai vincolanti del Regolamento Urbanistico, ma casi recenti ci hanno fatto toccare con mano come questo strumento venga travisato e forzato nella pratica applicazione.
Chiediamo quindi agli Enti in indirizzo una particolare sorveglianza e un’attenta ponderazione su quanto sopra espresso nell’esame di questa ‘operazione’ edilizia.
postato da: gruppo17 alle ore 16:55 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative

Iniziative
CENTRO URBANO LUCCHESE E
MANIFESTAZIONE COMICS&GAMES


Molte voci si sono alzate perché la manifestazione dei Comics resti definitivamente all’interno del centro storico. A queste voci vogliamo sommare anche la nostra, e qui vogliamo esplicitare i motivi, ma anche le condizioni che a nostro giudizio è indispensabile rispettare .

Roberto Mannocci, Consigliere nazionale Italia Nostra








È chiaro che è il centro storico l’ambito in cui si può concretizzare una manifestazione del genere, che non può essere relegata né in quell’angolo rimediato sul fiume, né in quel discutibile ‘centro fiere’ dell’ex Bertolli, dove nemmeno gli industriali della carta sembra vogliano andare con il MIAC.
--- Però osserviamo che il particolare successo della manifestazione appena terminata è dovuto anche ad una situazione climatica estremamente favorevole che ha caratterizzato tutto il periodo espositivo. Cosa invece sarebbe successo se l’inclemenza del tempo avesse investito sia il periodo della manifestazione che quello del suo allestimento? La manifestazione si è svolta pressoché interamente all’interno di strutture espositive provvisorie appositamente montate e smontate al termine. Può una manifestazione così importante fondarsi nel futuro su strutture di questo tipo? Può una manifestazione gigantesca e in crescita permettersi di avere questi piedi di argilla?
--- Ben vengano, anzi tornino, quindi i Comics all’interno delle Mura. Ma oggi la manifestazione non è la stessa di 40 anni fa, quando un solo “pallone” si limitava ad occupare un’unica piazza. La manifestazione si è ingigantita per le mostre che l’accompagnano, per l’estensione dei temi dell’expo, per il numero di espositori, per il grande afflusso di pubblico… e ancora probabilmente crescerà.
--- Ma la città di Lucca è rimasta invece sempre la stessa… In 40 anni nessuna attrezzatura è nata per questa manifestazione. Se da un lato il Comune (tramite l’Ente organizzatore) potenziava l’iniziativa, mai poneva allo studio dei propri strumenti urbanistici e dei propri progetti il dovere di creare attrezzature per accoglierla degnamente. Anzi mentre nell’ultimo anno la giunta comunale decideva il rientro nel centro storico per la coincidenza con il quarantennale, la stessa Amministrazione mostrava l’assenza di qualunque strategia sulla città buttando al vento della speculazione edilizia i pochi spazi ancora disponibili per questo ritorno in centro: lo spazio della piazza e della caserma Mazzini.
--- È chiaro che in una impreparazione totale del centro storico a questa accoglienza si è ricorsi all’occupazione forzata degli spazi liberi (monumentali e non). Una occupazione sicuramente eccessiva nella considerazione che la città nel contempo deve e vuole poter svolgere anche tutte le altre sue funzioni ordinarie.
--- Una occupazione sicuramente pesante e (dobbiamo evidenziarlo) assai ‘baraccata’ o négligé (ovvero brutta, brutta che più brutta non si può) perché non si è minimamente preoccupata del tipo di attrezzature che andava ad immettere nel prezioso spazio urbano. In sostanza l’organizzazione si è limitata a riproporre nel centro storico gli stessi teloni e capannoni improvvisati che si trovano in quell’angolo rimediato sul fiume.
--- Queste attrezzature non sono degne del centro storico! Diciamolo chiaramente! E qui, in questo modo, non possono essere riproposte in futuro, sia per la loro bassissima qualità, sia per le dimensioni, sia per l’impatto, sia per la concentrazione…!
--- Orbene che gli stands siano altri, per qualità e dimensione, che gli stessi siano sparsi nel nucleo storico in modo meno ossessivo e rispettando maggiormente gli spazi monumentali che devono rimanere percepibili, che si rinunci all’occupazione dell’ex campo balilla per i tempi e i costi che comporta…
--- Ma soprattutto occorre che la manifestazione (ma anche altre eventuali esposizioni di tipo culturale escludendo quelle propriamente fieristiche che dovranno andare all’ex Bertolli) deve poter contare su un’attrezzatura fissa e stabile che rappresenti il nucleo centrale della manifestazione stessa, mentre una certa dose di attrezzature provvisorie sparse ne possono costituire solo un completamento. Bruciata l’opportunità della caserma Mazzini (piazza e contenitori….) che poteva rappresentare, come sostenemmo a più riprese, un luogo ideale per esposizioni, il centro storico oggi può offrire ancora: A) lo spazio delle due cavallerizze di Porta S. Donato e di Via Bacchettoni, (da rivedere la destinazione a centro benessere che vuole impiantarvi POLIS!!); B) i locali dell’ex real Collegio ancora in attesa di ruolo definitivo; C) il convento di S. Francesco; D) il grande contenitore industriale dell’ex Manifattura; E) il carcere di S. Giorgio quando si libererà dell’attuale funzione; F) la caserma Garibaldi, se non si realizza il patto/scambio dell’albergo fatto tra A.C. e Ministero della Difesa… Allora, ben ponderando, c’è da fare ancora il progetto della città che lo strumento urbanistico non ha elaborato!
--- Nelle more della ricerca di un nucleo di base stabile per Comics&Games esiste comunque in via transitoria una possibilità in grado di spalmare l’impatto dei COMICS&GAMES nel centro storico e di permetterne anche un ulteriore sviluppo dando benefici economici alla città senza bloccarne la vita: l’uso oculato del grande anello pensile delle Mura, con stands di nuovo tipo che si sviluppano sulla passeggiata e nei baluardi. Sarebbe questa una soluzione transitoria che darebbe benefìci di afflusso a tutto il nucleo urbano senza bloccarne le attività e senza abbrutire gli spazi monumentali, godrebbe di molteplici ‘uscite di sicurezza’ per favorire il lavoro della protezione civile, risulterebbe compatibile con il manufatto Mura e con la sua specificità di luogo per il tempo libero e ne lascerebbe intatta la percezione dall’esterno…
--- Insomma il bentornato alla manifestazione nel centro storico va accompagnato da spirito di progettualità che ne renda compatibile e stabile la presenza in questo tessuto e ne sappia cogliere anche gli sviluppi futuri in armonia con quello che vogliamo che la città storica continui ad essere.
postato da: gruppo17 alle ore 16:52 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative

Educazione Ambiente


Fotonotizia:
Creazione di un giardinetto

Attività di Educazione Ambientale 1998
Giornata Ecologia 21 Marzo 1998 ItaliaNostra ed Istituto Tecnico Nautico Crotone.



                                                ***

Fotonotizia:
Operazione Spiaggia Pulita

Attività di Educazione Ambientale 1998
Pulizia arenile. Area marina protetta Capo Rizzuto ItaliaNostra (KR)  28 Agosto 1998


Le foto sono di Teresa Liguori,
all'epoca delegata regionale di Educazione Ambientale
per la Calabria

postato da: gruppo17 alle ore 16:29 | link | commenti
categorie: 08 educazione ambiente
lunedì, 06 novembre 2006

Contributi Culturali


Presentazione del volume:
La Terrazza del Mistero. L'allegoria sacra di Giovanni Bellini.

Lunedì 6 novembre 2006 ore 16
Biblioteca degli Uffizi
Piazzale degli Uffizi, Firenze 
 
La Terrazza del Mistero. L'allegoria sacra di Giovanni Bellini.
Analisi storica e interpretazione psicoanalitica con una rilettura dopo il restauro
di Graziella Magherini, Antonio Natali, Mariarita Signorini, Anchise Tempestini.
Nicomp editore, Firenze, 2006.

Interverranno Paolo Berruti e Vincenzo Farinella.
 
Dopo la presentazione sarà possibile dialogare con gli autori al cospetto dell'opera in Galleria.
  
Vi aspetto, sarà un'occasione per vedere in modo nuovo una straordinaria opera d'arte
saluti,
Mariarita Signorini

postato da: gruppo17 alle ore 16:42 | link | commenti
categorie: 07 contributi culturali

Educazione Ambiente


Fotonotizia:
Creazione di un giardino  in viale Mazzini Crotone

Attività di Educazione Ambientale nel marzo 1992
Promotori: ItaliaNostra e Istituto Tecnico Nautico di Crotone.   
Gli studenti trasformano, con il loro lavoro, un'area incolta in un giardinetto in viale Mazzini a Crotone.



                                                        
***
Fotonotizia:
Operazione "Spiaggia Pulita" a Crotone

Attività di Educazione Ambientale nel novembre 1986
Promotori: ItaliaNostra e Gruppi Scout Comune di Crotone.
I volontari provvedono alla pulizia degli arenili dopo la stagione estiva.


Le foto sono di Teresa Liguori,
all'epoca delegata regionale di Educazione Ambientale
per la Calabria

postato da: gruppo17 alle ore 16:33 | link | commenti
categorie: 08 educazione ambiente