Rinnovamento nella Tradizione

Rinnovare Italia Nostra conservandone la migliore tradizione.

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venerdì, 26 gennaio 2007

Cronache
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PAESAGGIO/ L'accordo Toscana/MiBAC

Il 2 febbraio un seminario della Regione a Firenze per conoscere meglio i termini dell'accordo Martini/Rutelli sull'inserimento della tutela paesaggistica nelle norme della pianificazione territoriale toscana.

La conservazione attiva del paesaggio
Seminario
2 febbraio 2007 - Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana

Cliccare sull'icona per visualizzare il programma dettagliato:

ProgrammaSeminario

postato da: gruppo17 alle ore 19:08 | link | commenti (3)
categorie: 06 cronache
giovedì, 25 gennaio 2007

Iniziative
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INTITOLATO A ZANOTTI BIANCO
UN PARCO PUBBLICO A CROTONE

A trent’anni dalla nascita del giardino da parte di ItaliaNostra, l’Amministrazione Comunale di Crotone accoglie la proposta dela nostra Associazione.

Teresa Liguori, Consigliera nazionale ItaliaNostra


Parco Zanotti 1977 l'area urbana degradata ed incolta (Foto T. Liguori)
ZanottiParco1977

















Zanotti Parco 2007com'è attualmente (Foto T. Liguori)
ZanottiParco2007




 

 

 

 






Con viva soddisfazione, il Consiglio regionale Calabria e la sezione di Crotone comunicano che, dopo tante petizioni, pubblicazioni di articoli e di appelli, è stata accolta dalla nuova Amministrazione Comunale la nostra proposta di intitolare al sen. Umberto Zanotti Bianco, primo Presidente di ItaliaNostra, un Parco pubblico a Crotone. I meriti di questo grande meridionalista, filantropo, archeologo, scrittore, saggista, che tanto si è prodigato per la promozione sociale e culturale della Calabria, sono innumerevoli ma non sempre conosciuti. La recente pubblicazione della raccolta di scritti di Zanotti, “Tra la perduta gente”, nella collana “Scrittori di Calabria”, ha contribuito a far conoscere meglio anche il suo valore di scrittore, acuto osservatore della realtà calabrese.
Il Parco dedicato a Zanotti era stato voluto tenacemente da ItaliaNostra che, operativa in città sin dal 1975, grazie all’adesione di docenti e studenti, aveva preparato in quegli anni un progetto di educazione ambientale, finalizzato alla trasformazione di alcune aree incolte in giardini/parchi pubblici. Grazie alla sinergia tra volontariato-scuola-amministrazione civica, si erano realizzati alcuni progetti e la città aveva cominciato a presentarsi più “verde”e gradevole. I giovani inoltre si sentivano protagonisti attivi di questo cambiamento dovuto anche al loro impegno, indirizzato pure alla conoscenza ed alla tutela dei numerosi beni culturali sparsi nel territorio.
In occasione di un convegno organizzato da ItaliaNostra il 19-20 giugno 1999 sulla figura e l’opera del senatore a vita Umberto Zanotti Bianco, i vertici di ItaliaNostra, tra cui l’allora Presidente nazionale Desideria Pasolini dall’Onda, proposero al Sindaco della città di intitolare al primo Presidente di ItaliaNostra il giardino dell’ospedale civile, che gli studenti delle scuole superiori nel Gennaio 1977 avevano creato in un’area del centro urbano degradata e piena di rifiuti. A trent’anni da quella avventura ecologica, finalmente la proposta diventa concreta e la dedizione di Zanotti alla causa della promozione civile e sociale della Calabria finalmente riconosciuta. Ma il legame che lega Zanotti a Crotone è antico, risale al periodo della sua profonda amicizia e proficua collaborazione scientifica con l’archeologo trentino Paolo Orsi (al quale sarà dedicata una strada a Crotone) con il quale, nel corso di una campagna di scavi a Cirò Marina, scoprì i resti del tempio di Apollo Aleo. E’ significativo ricordare un’importante manifestazione culturale, il Premio Crotone, dal momento che anch’esso collega la figura di Zanotti a Crotone. Infatti, il 12 Luglio 1958, l’illustre giuria, composta, oltre che dal sindaco dell’epoca, da Umberto Bosco, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti, Leonida Repaci, Mario Sansone e Carlo Emilio Gadda, conferì il premio Crotone alla memoria di Gaetano Salvemini, destinando però la consistente cifra (un milione di lire!) ad Umberto Zanotti Bianco, nella sua qualità di Presidente dell’ANIMI (Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno).
La cerimonia ufficiale di intitolazione del Parco al sen. Zanotti Bianco insieme ad un convegno a lui dedicato avverrà nei giorni 21 e 22 Febbraio p.v., alla presenza del Presidente nazionale di ItaliaNostra, Carlo Ripa di Meana, di soci provenienti dalle sezioni calabresi, dei cittadini tra i quali gli ex studenti che trent’anni fa avevano fattivamente operato perché nascesse un giardino in un’area del centro cittadino degradata.

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categorie: 02 le nostre iniziative
lunedì, 22 gennaio 2007

Proposte
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La Calabria da vedere e da tutelare

Gerace



























Gerace, antico borgo in provincia di Reggio Calabria sul versante nord orientale dell'Aspromonte.
A Gerace nel centro storico ben conservato si può ammirare, tra gli altri beni culturali, la maestosa Cattedrale dell'Assunta la chiesa più grande della Calabria, a croce latina a tre navate divise da colonne antiche.
Fu consacrata in epoca normanna (XI sec.) e restaurata ed ampliata nel XIII e ancora nel XVIII sec. Al 1252 risale la chiesa romanico-ogivale di San Francesco.
               
ItaliaNostra Calabria aderisce alla proposta dell'Amministrazione Comunale di Gerace perché diventi  "centro patrimonio dell'Umanità (UNESCO)" e chiede nuove adesioni.

Le adesioni possono essere inviate al Comune di Gerace
- via fax al numero 0964 346003
- oppure via postale al seguente indirizzo: 
Comune di Gerace via Sottoprefettura - 89040 Gerace (RC)

GeraceScorcioAntico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GeraceInternoCattedrale

 

GeracePanorama

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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categorie: 04 proposte

Segnalazioni
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EMERGENZA PARCO DELLE CAVE

Per chiedere al Comune di Milano di rinnovare la concessione del Parco delle Cave a Italia Nostra e completare l’esperienza che in soli 10 anni ha trasformato un’area degradata in un’area di natura e agricoltura in città - frequentata ogni giorno da migliaia di cittadini - laboratorio di nuove forme di partecipazione.


parco cave

 per maggiori informazioni:

 comitato.cave@yahoo.it  - cell. 328 59 84 501

postato da: gruppo17 alle ore 16:51 | link | commenti
categorie: 03 segnalazioni
venerdì, 19 gennaio 2007

Iniziative


LUCCA, LA STASI DEL DUOMO!
Un progetto che non riesce a partire.

Dopo 12 anni non è ancora partito il progetto di sistemazione statica nel transetto nord della cattedrale di S. Martino a Lucca. Da 12 anni quella parte della chiesa è interdetta al pubblico, il monumento di Ilaria del Carretto è stato spostato provvisoriamente per motivi di sicurezza, finanziamenti statali per la sistemazione sono stati stanziati..., ma l'intervento non parte... e non si capisce il perché!
Ecco una lettera che la Sezione lucchese di Italia Nostra ha inviato a tutti gli organismi interessati!

Roberto Mannocci, presidente di Italia Nostra, Sezione di Lucca


Dobbiamo segnalare un caso che appare come un esempio di inefficienza e di “malgoverno” riferito al campo dei beni storici e in particolare ad un capolavoro dell’architettura medievale.
Circa 12 anni addietro fu rilevata nel transetto sinistro della cattedrale in oggetto una pericolosa situazione statica dovuta principalmente al sistema costruttivo seguito nell’erezione del muro nord. A seguito di ciò si procedette immediatamente a mettere in sicurezza il monumento di Ilaria del Carretto (capolavoro di Jacopo della Quercia) lì collocato dalla metà dell’Ottocento, smontandolo e rimontandolo provvisoriamente nella sacrestia della chiesa. Contemporaneamente si procedette da parte della Soprintenendenza di Pisa (allora competente sul territorio lucchese) e con il concorso di vari esperti di chiara fama a montare impalcature di supporto isolando questo spazio dal resto della chiesa e occupando anche lo spazio di una via urbana, da allora totalmente chiusa al transito. Gli esperti addivennero a breve alla predisposizione di un progetto di intervento che trovò immediato finanziamento diretto da parte del Ministero per i BB. e AA. CC. che in sostanza (per quanto è emerso sulla stampa) consisterebbe nella ricostruzione ad hoc del muro nord attraverso il sistema del cosiddetto “scuci e cuci”. Ma nonostante che l’individuazione di questa soluzione tecnica sia avvenuta ormai da diversi anni, nonostante che esista la copertura economica dell’operazione con appositi finanziamenti statali, l’intervento di risanamento statico del muro nord non è mai partito, anche se sulla stampa ogni tanto veniva annunciato come imminente.
La situazione ha del paradossale, perché se la storia è quella sopra descritta (e così è stata descritta all’opinione pubblica) niente può giustificare il ritardo nell’inizio (e nella conclusione) dei lavori.
Da 12 anni una parte consistente del Duomo lucchese è interdetta a tutti, da 12 anni un capolavoro scultoreo come la tomba di Ilaria è visibile solo in un assemblaggio parziale e provvisorio che non dà conto dell’armonia dell’insieme, da 12 anni una strada urbana è stata cancellata dai percorsi del centro storico, da 12 anni staziona un’enorme impalcatura, che la Curia Arcivescovile ha dovuto acquistare,... senza che una pietra di quel muro sia stata rimossa .
Noi chiediamo pertanto che si chiarisca quanto segue:

1. se il progetto fino ad oggi elaborato dà garanzie di idoneità, sia sotto l’aspetto statico che sotto quello della qualità del recupero, si proceda immediatamente nell’opera di ripristino sotto la direzione di un responsabile;
2. se invece (come temiamo) è la presenza di dubbi sull’idoneità del progetto elaborato a non fare partire i lavori, li si verifichi subito con altri esperti per individuare sollecitamente una soluzione, un iter e un responsabile più tranquillizzanti.

Dopo 12 anni, poi, c’è da auspicare che i fondi a suo tempo stanziati risultino ancora sufficienti sia per iniziare che per concludere i lavori, perché, vista l’escalation subita dai prezzi, non vorremmo assistere alla beffa di un lavoro lasciato a metà.

Nell’auspicio che la cattedrale di S. Martino e Ilaria divengano di nuovo fruibili nel modo migliore anche per i teen-agers attuali prima che divengano adulti, in attesa di rassicurazioni, inviamo i migliori saluti.

postato da: gruppo17 alle ore 15:48 | link | commenti (3)
categorie: 02 le nostre iniziative
martedì, 16 gennaio 2007

Iniziative
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Copanello: vittoria in Cassazione di ItaliaNostra

Appello al ministro Pecoraro Scanio ed al Presidente della Regione Calabria affinché venga abbattuto il manufatto abusivo che sorge sulla scogliera di S. Martino

Teresa Liguori, Consigliera nazionale di ItaliaNostra

Copanello


































Una vittoria quanto mai sofferta quella di ItaliaNostra a Copanello, rinomata località balneare della costa ionica nel golfo di Squillace, presa d’assalto, come tanti altri angoli suggestivi della Calabria, dall’edilizia abusiva intorno agli anni ’70. Con la sentenza emessa il 27 Febbraio 2003 dalla Corte Suprema di Cassazione, Seconda Sezione Penale, si è chiusa definitivamente una vicenda che ha visto ItaliaNostra costituirsi parte civile sin dal giudizio di primo grado e lottare per 9 lunghi anni contro la presenza di un complesso turistico denominato “Bilbò”, poi trasformato in discoteca, sorto in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale ed archeologico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal proprietario del “Bilbò”, condannandolo alle spese legali e confermando la sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale di Catanzaro in data 11 Dicembre 2001, con la quale il giudice monocratico disponeva, tra l’altro, la demolizione degli immobili abusivi in quanto ricadenti, per una superficie di 915 mq.circa, sul demanio marittimo. Tale importante sentenza è stata poi confermata dalla Corte di Appello di Catanzaro il 3 Giugno 2002. ItaliaNostra era rappresentata dall’avvocato Arturo Bova nei primi due gradi di giudizio e dall’avvocato Giovanni Le Pera, per conto di ItaliaNostra nazionale, presso la Cassazione. Molto lungo e complesso l’iter legale, originato da una querela per sconfinamento presentata alla Procura di Catanzaro il 24 Giugno 1994 dai proprietari di un’area occupata abusivamente dal proprietario del Club Nautico, (trasformato prima in albergo e poi in discoteca), a cui si erano aggiunte altre denunce, per disturbo della quiete pubblica ed inquinamento acustico. Dopo ulteriori vicissitudini, tra cui un ricorso al Tar ed una sospensiva del Consiglio di Stato, si arriva finalmente alla conclusione del processo di primo grado con la condanna dell’abuso ed il pagamento delle spese legali, sentenza confermata in Appello.Grazie alla sentenza emessa dalla Cassazione, finalmente si potrà fare giustizia degli insulti ambientali perpetrati ai danni di questo splendido tratto di costa a picco sul mare, ricadente in un’area di interesse archeologico, per la presenza di testimonianze risalenti all’epoca di Cassiodoro. Tali reperti, costituiti da una “cisterna voltata con insolita canna da pozzo”, risalente al 6°/ 7° secolo d.C., sono stati distrutti durante la costruzione dei manufatti abusivi, così come è stata demolita una gradinata antica costituita da lastroni, risalente allo stesso periodo cassiodoreo, per essere sostituita da una scala con gradini in cemento.Stessa sorte era toccata ad un boschetto di pini e di cipressi che sorgevano nell’area, caratterizzata dalla presenza di una folta e profumata vegetazione di macchia mediterranea. Impossibile quantificare il danno che il nostro patrimonio culturale ed ambientale ha subìto a Copanello: basti pensare ai reperti archeologici distrutti ed a come sarà difficile ripristinare lo stato originale della scogliera di San Martino anche dopo che verrà eseguita, (come tutti auspichiamo), la sentenza di demolizione sanzionata da tutti e tre i gradi di giudizio.
Dal momento che il 16 Gennaio 2007 sarà demolito a Copanello un manufatto abusivo alla Presenza del ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, del Presidente della Regione Loiero, dell’assessore all’ambiente Tommasi, ItaliaNostra auspica che si possa ottenere lo stesso risultato anche per l’altro edificio abusivo di cui abbiamo parlato.
Una volta demoliti gli immobili abusivi, tanti cittadini calabresi riprenderanno ad aver fiducia nella Giustizia e nella legalità e si sentiranno lealmente rappresentati da Associazioni ambientaliste come ItaliaNostra ed altre, impegnate da decenni contro un abusivismo edilizio sempre più aggressivo e diffuso nel territorio. 

postato da: gruppo17 alle ore 17:29 | link | commenti (2)
categorie: 02 le nostre iniziative
mercoledì, 10 gennaio 2007

Segnalazioni


ECOVILLAGGIO A TREVINANO? 
NO, GRAZIE!

Questa storia somiglia forse a tante altre storie, ma secondo noi va raccontata e ascoltata come se fosse la prima volta che certe cose, che non sarebbero dovute accadere, stanno invece per verificarsi. Tutto si svolge a Trevinano, nel Lazio, al confine fra Umbria e Toscana (lo chiamano "il triangolo benedetto"). È un posto davvero speciale per un solo vero motivo: qui la natura è davvero incontaminata, ricca e forte tanto da aver retto bene l'impatto umano, consistente di piccoli centri storici e casali e poderi piacevolmente distribuiti lungo e fra le pieghe del paesaggio. Ecco, il paesaggio. Qui è semplicemente spettacolare, lo sguardo scorre  libero in tutte le direzioni, senza stancarsi mai. La vista "aerea" che si gode da qui è eccitante: il Monte Amiata offre il suo profilo più maestoso, la valle del Paglia  gli si distende sotto, e poi il Monte Cetona e ancora il panorama sconfinato a sud, e i boschi fitti della Riserva Monte Rufeno. Anche chi ci vive qui, a Trevinano, non si abitua mai a questa vista diversa ad ogni stagione, al respiro ampio di un panorama raro. Lo sguardo scorre libero se non che rischia di inciampare, appunto, nella solita vecchia storia.A farla breve, qui, in seguito ad una fantomatica Œvariante al piano regolatore¹ che rende possibile ciò che non lo era fino al giorno prima, qualcuno vorrebbe costruire un complesso turistico, decine di alloggi per un totale di ca. 10.000 metri cubi. Ma non basta: la colata di cemento eufemisticamente chiamata Eco-villaggio si verificherebbe direttamente a ridosso della Riserva Naturale "Monte Rufeno", by-passando disinvoltamente tutti i criteri più elementari di tutela e rispetto ambientale. Il tutto ovviamente invocando i sacri principi del Progresso e dello Sviluppo, nonché gli interessi della popolazione tutta. A noi sembra proprio il contrario: l¹arricchimento di pochi a discapito dell¹interesse della comunità locale e dell¹integrità di un territorio patrimonio di tutti. Siamo arrivati al punto della storia in cui entrate in scena voi. Sì, proprio voi. Perché, a dirla tutta, questo è un appello, è la richiesta, da parte di chi tenterà di fare il possibile per evitare il finale che  sembrerebbe scontato, di aderire all¹iniziativa inviando un'opinione, un commento, soprattutto se qui ci siete già stati, magari ospiti proprio delle strutture ricettive della Riserva, come il casale La Monaldesca, o di altri agriturismi del posto. Sarà nostra cura trasmettere le vostre testimonianze al Sindaco, all'Amministrazione Comunale, al Comitato di Frazione. Su TrevinanoBello <http://trevinanobello.altervista.org/>  troverete un appello al Sindaco, finora inascoltato, al fine di aprire, su questa vicenda, un confronto negato da mesi. Vi invitiamo a sottoscriverlo. Insomma, tutto quello che chiediamo è un caloroso  sostegno proprio quando ce n'è bisogno e se non siete mai venuti qui l'invito a venirci a trovare per restituirvi il favore con altrettanta calorosa accoglienza sarà, comunque vada, un lieto fine.

per firmare la perizione on line:
http://www.trevinanobello.altervista.org/

postato da: gruppo17 alle ore 11:42 | link | commenti (1)
categorie: 03 segnalazioni
mercoledì, 03 gennaio 2007

Iniziative

Petizione per il Santuario di SantaMaria di Costantinopoli - Papasidero (CS) -

Firma la petizione!
http://www.petizionexcostantinopoli.blogspot.com/
postato da: gruppo17 alle ore 11:11 | link | commenti (2)
categorie: 02 le nostre iniziative