Rinnovamento nella Tradizione

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giovedì, 26 luglio 2007

Iniziative
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LA SEZIONE DI LAMEZIA DENUNCIA

Il complesso archeologico delle ville romane di Pian delle Vigne abbandonato al degrado
 
ItaliaNostra, Sezione di Lamezia Terme

A pochi mesi dalla costituzione a Lamezia Terme della sezione di Italia Nostra (30 iscritti), guidata dal prof. Vincenzo Villella, nasce il presidio di Falerna, la cittadina che sorge sul mar Tirreno e che insieme a Nocera Terinese segna il confine tra le province di Catanzaro e Cosenza.
Si concretizza l’idea del prof. Villella di creare intorno alla sezione lametina diversi presidi di Italia Nostra per la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali in tutti i paesi del comprensorio. Il presidio falernese è fondamentale in quanto l’area su cui agirà è una delle più importanti della Calabria dal punto di vista storico, ambientale e turistico.
Infatti, Falerna, oltre ad essere conosciuta come nota località balneare, possiede all’interno del suo territorio un vasto patrimonio architettonico e nasconde testimonianze della presenza romana e forse pure greca.
“Una citazione particolare – dichiara il responsabile Mario Folino Gallo – merita la Villa romana di Pian delle Vigne che sorge su un pianoro in prossimità del Capo Suvero. L’indicazione del sito è stata opera di Pietro Spinelli, medico ed appassionato del territorio, e qualche anno dopo alcuni giovani del luogo, seguendo le indicazioni, riportarono alla luce del materiale che consegnarono all’autorità comunale. Da quella scoperta ebbero inizio alcune campagne di scavo che fecero emergere la ‘pars rustica’ del complesso e la zona dei ‘torcularia’ per la lavorazione del vino e dell’olio”.
Concepita in origine come semplice fattoria per contenere l’abitazione del padrone e dei lavoratori, la villa romana di Falerna (III sec. circa) assunse poi le caratteristiche di vera e propria azienda agricola, favorita dalle possibilità di sfruttamento offerte dai terreni incolti e dall’introduzione di nuove tecniche di produzione.
I resti archeologici venuti alla luce, opportunamente recintati, anni addietro furono messi a disposizione del pubblico e l’intera storia della villa veniva riepilogata in pannelli esposti all’interno di un locale appositamente costruito nelle vicinanze dell’ingresso. Ma l’incuria degli uomini e l’insensibilità delle istituzioni hanno lasciato al degrado l’intero complesso archeologico ed oggi, come Italia Nostra, dobbiamo denunciare che la casetta che conteneva le vicende storiche è stata abbandonata e i resti dei pavimenti e delle mura della villa appaiono sommersi dalla vegetazione selvaggia. Recentemente un incendio ha danneggiato irreparabilmente altre preziose vestigia.
La sezione di Lamezia di Italia Nostra e il presidio di Falerna denunciano anche la mancata valorizzazione e il degrado dei resti del castello medievale di Castiglione Marittimo, ad un tiro di schioppo da Pian delle Vigne. All’interno del perimetro della costruzione normanna sono stati costruiti negli anni numerosi fabbricati per civile abitazione e dell’antico castello rimane ormai ben poco: mura perimetrali, l’arco d’ingresso e qualche locale interrato.
Italia Nostra vigilerà sugli altri beni di valore storico e ambientale del territorio di Falerna e Nocera: le faggete del monte Mancuso, le strutture megalitiche di Torre Lupo, le strutture arcaiche e romane in località Schipani e Posto del Bosco, tracce relative ad un’antica opera viaria (probabilmente un diverticolo della Via Popilia), alcuni importanti palazzi civili, diversi edifici religiosi, masserie, mulini, icone, portali e quattro torri difensive di origine militare.
 

FalernaVillaRomana


































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categorie: 02 le nostre iniziative
venerdì, 20 luglio 2007

Iniziative
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LUCCA- ILLEGITTIMA LA MATTANZA
DEGLI ALBERI!

Una rilettura delle norme e dell'iter che ha portato all'abbattimento degli alberi del viale Giusti, mostra la grave magagna che nessuno, nemmeno la stessa Soprintendenza, ha rilevato o voluto rilevare.
Ecco la nuova nota sella Sezione lucchese di Italia Nostra inviata il 19 Luglio 2007 agli Enti competenti.

Roberto Mannocci, Presidente Italia Nostra, Sezione di Lucca

Con nota del 22 giugno u.s., indirizzata a Comune di Lucca, Opera delle Mura e Soprintendenza, ponevamo quesiti sul perché della mattanza degli alberi lungo il lato esterno di Viale Giusti, a ridosso delle Mura Urbane, e chiedevamo se l’operazione aveva avuto tutti i pareri di competenza.
L’Opera delle Mura (unico Ente che ci ha risposto) ha affermato che questa Istituzione non centra niente con l’intervento anche se questo patrimonio arboreo (“esemplari di acer negundo per l’esattezza” e solo un po’ “storti”)era stato dalla stessa censito (a che scopo, diciamo noi?).
A Comune e Soprintendenza, invece, abbiamo dovuto rivolgerci personalmente. Dal Comune abbiamo saputo e verificato che lo scellerato intervento fa parte di un piano di “riqualificazione” del lato esterno di viale Giusti perché lì, assolutamente lì, il Comune vuole utilizzare gli oneri di urbanizzazione provenienti dall’intervento di ristrutturazione dell’adiacente ex fabbrica SAFILL.
Così il Comune ha sentito il bisogno/dovere di re-impiegare (anzi di far re-impiegare) questi fondi (che in realtà potrebbero essere destinati ad opere di urbanizzazione urgenti e necessarie in qualsiasi parte del suo territorio) per “abbellirne” lo scenario intorno. Così il Comune ha elaborato il progetto di “riqualificazione”, partendo dall’abbattimento dei sanissimi e vecchi alberi esistenti al solo scopo di “ rimetterli nuovi” (sic!, che diamine!), i quali saranno però essenze di carpinus betulus piramidalis. Unprogetto cheprevede la realizzazione di una decina di passi carrabili in “pietra ricostruita” (cioè falsa), cordoli in “macigno Balducci” (falso), nuova illuminazione, …. e i restanti tratti di marciapiede ancora con ghiaia, oltre alla sistemazione dei servizi a rete nella trincea già eseguita. Questo progetto di “riqualificazione” sarà eseguito e diretto non dal Comune stesso, ma dalle imprese e dai tecnici di quei privati proprietari dell’ex Safill che devono erogare gli oneri di urbanizzazione e che in questo modo li “auto-pagano” !
Il Comune, tuttavia, (bontà loro e beneficio nostro) potrà svolgere azione di controllo! Non resta che sperare, almeno, che in questo mare di inutili nuove luci, inutili nuovi alberelli, inutile nuovo falso pietrame (povero e ricostruito)….. non scompaia definitivamente l’attuale cordolo in vera pietra di Matraia (come puntualmente avvenuto altrove: borgata di Ponte a Moriano, via Guidiccioni, Mura urbane, viale S. Concordio…..).
Questo (inutile) fantastico intervento sembrerebbe aver avuto un iter regolare. Tutta l’area attorno alle Mura fino alla linea ferrata è sottoposta al vincolo paesaggistico ai sensi della PARTE TERZA del vigente Codice dei BB. CC. e PP. (ex Legge 1497/39). In base a ciò è stata richiesta dal Comune di Lucca l’autorizzazione ambientale. La pratica ha così avuto il benestare paesaggistico dell’apposito Collegio (non sono da abolire gli enti inutili?), in data 15 febbraio u.s., e successivamente è stata inviata alla locale Soprintendenza per il controllo previsto dalle normative. Questa non si è espressa nel tempo a sua disposizione di 60 gg., causa assenza (?) per malattia del funzionario destinatario della pratica, che, naturalmente, non è stato sostituito da alcuno. E’ così scattata la norma del silenzio/assenso che grava su questi tipi di controlli per interventi che ricadono in aree sottoposte a questi vincoli generali.
In sostanza, poiché la Soprintendenza non ha neanche guardato la pratica paesaggistica…. , gli storici alberi si sono potuti abbattere e tutto il progetto/insulto in falso pietrame può essere realizzato. A cosa vale, oggi, l’asserzione del coordinatore della Soprintendenza per il settore ambientale/paesaggistico che se avesse visionato la pratica mai la avrebbe passata?
Tutta questa operazione evidenzia carenze organizzative per noi, e per tutti, inaccettabili.
Eppure questa pratica, questo progetto, questi lavori, secondo noi, presentano una grossissima magagna (e appare perlomeno strano che siamo solo noi ad averlo notato)!
In realtà, secondo il nostro giudizio, l’iter della pratica non è così regolare come parrebbe a prima vista! Sull’area pubblica dell’intervento in questione infatti non grava solo il vincolo ambientale d’area di cui alla PARTE TERZA del Codice, ma trattandosi di bene immobile di proprietà pubblica, è automaticamente classificato Bene Culturale e in quanto tale è sottoposto ai vincoli della PARTE SECONDA del Codice che, all’art. 10, c. 2, lettera g), recita:
“Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali …….:
g)- pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani che rivestono interesse artistico e storico. ………………..”
L’art. 12 dello stesso Codice precisa, poi, che se le cose pubbliche di cui all’art. 10 hanno più di 50 anni l’interesse storico artistico è automatico, salva apposita specifica verifica liberatoria da parte del Ministero per i BB. CC.
Sui viali della circonvallazione muraria lucchese, quindi, vigono contemporaneamente due tipi di vincolo: l’uno (ai sensi della PARTE TERZA del Codice, ex L. 1497/39) che è un vincolo generale, indiretto, paesaggistico di area che investe tutti i beni privati e pubblici dal centro storico alla ferrovia, l’altro (ai sensi dell’art.10, PARTE SECONDA del Codice, ex L. 1089/39) che è un vincolo diretto (quale bene culturale) su tutto lo spazio pubblico la cui sistemazione ha più di 50 anni (salvo la verifica liberatoria di cui sopra e che non c’è mai stata nel caso in esame).
L’annotazione non è ininfluente. Se (come noi sosteniamo) sul viale della circonvallazione delle Mura Urbane vige il vincolo di Bene Culturale, è ai sensi di questa specifica norma della PARTE SECONDA del CODICE che doveva essere richiesta l’autorizzazione alla Soprintendenza per effettuare l’intervento in atto e , per questo tipo di vincoli, non solo la Soprintendenza ha potere assoluto e non limitato ad un semplice controllo di quanto già autorizzato dal Collegio Ambientale, ma non è contemplato lo strumento del silenzio/assenso dopo i 60 giorni dal ricevimento della pratica.
Pertanto, secondo la nostra interpretazione delle norme, i lavori effettuati risulterebbero incompleti nella richiesta e illegittimi nell’esecuzione e pertanto penalmente perseguibili.
Chiediamo pertanto alla Soprintendenza, verificato quanto sopra da noi esposto, di bloccare immediatamente quanto illegittimamente si sta effettuando senza la Sua autorizzazione, di procedere a segnalare alle Autorità competenti, come dovuto, tutti gli abusi riscontrati e di pretendere che la richiesta di autorizzazione a realizzare il progetto di cosiddetta riqualificazione del viale Giusti venga ad Essa inoltrata ai sensi della PARTE SECONDA del Codice e di esprimersi compiutamente su tale nuova richiesta secondo le proprie valutazioni a tutela del patrimonio culturale.
Certo questo non ridarà a Lucca gli alberi abbattuti, ma impedirà, forse, facendo osservare il pieno rispetto della legge, che danni simili siano nuovamente perpetrati.
In attesa, inviamo distinti saluti.
 
 
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categorie: 02 le nostre iniziative
giovedì, 19 luglio 2007

Iniziative
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È partita la stagione degli incendi in Calabria
Non c'è pace, tra roghi e tagli, per i boschi del Pollino

ItaliaNostra nazionale Calabria e Lucania

255 i roghi in soli 10 giorni: un triste record questo che vede la Calabria al secondo posto in Italia per numero di incendi. Il 9 ed il 15 luglio scorso gli incendi hanno lambito il Parco del Pollino ed altre aree boschive. Sono dati davvero preoccupanti, considerato che la temperatura è elevata e la stagione estiva è iniziata da poco.
Italia Nostra chiede al Corpo Forestale dello Stato, al CTA, Coordinamento Territoriale Ambiente, all'Ente Parco del Pollino che particolare attenzione sia dedicata alla salvaguardia dei boschi, così da prevenire gli incendi che, secondo il CFS, nell'80% dei casi è di origine dolosa. Quindi, attività costante di controllo così da intervenire nell'immediato anche con i mezzi aerei, per poter circoscrivere i roghi nel minor tempo possibile.
Il 15 luglio scorso sono stati ben 30 gli ettari di lecceta distrutti dal fuoco a Papasidero intorno al monte Ciagola e che, come riportato dalla stampa, altri 100 ha sono a rischio.
Lo stesso danno all'ecosistema forestale era stato causato da un imponente rogo il 26 agosto 2006, quando altri 30 ha di leccete e quercete erano andati a fuoco.
Continuando a bruciare ettari di bosco nel Parco o nelle aree limitrofe, tutti gli sforzi per conservare la biodiversità, per tutelare la presenza della flora e fauna selvatica, protetti dalla legge quadro 394/91, viene ad essere messa in discussione. Oltre al rischio gravissimo dei roghi, un altro pericolo incombe sull'ecosistema del Parco rappresentato dalla messa in esercizio della centrale a biomassa del Mercure, intenzionata a bruciare oltre 350 mila tonnellate di legname proveniente dai boschi del parco con conseguente produzione di gas serra e fuliggini.
Per la salvaguardia dei boschi Italia Nostra propone che:

-i rimboschimenti vengano fatti possibilmente con specie autoctone e che siano curati con diradamenti e manutenzioni adeguate;
-siano studiate e messe in atto azioni capillari come quelle di segnalare ai Provinciali dei CFS le aree coperte dal fuoco e che il CTA del Parco tenga aggiornata una mappa degli eventi con una cartografia consultabile anche su internet sul sito del parco nazionale del Pollino;
-venga adottata finalmente una strategia del parco tendente ad una gestione competente del patrimonio forestale, ricordando che la conservazione degli habitat si può ottenere solo attraverso una conoscenza dettagliata delle diverse problematiche ecologiche connesse al patrimonio forestale;
-si arrivi all'adozione (non più rinviabile dopo 8 anni!) del piano del Parco nazionale del Pollino per superare gli interessi regionali e localistici ed evitare il rischio di un uso improprio delle risorse forestali, fatto che comporterebbe il venir meno della ragione fondante che ha portato all'istituzione dei parchi nazionali e delle aree protette in Italia;
-si lavori per una tutela della fauna, della biodiversità forestale (manca una legge quadro nazionale);
-le risorse naturali dei parchi siano salvaguardate secondo quanto stabilito dalla L. 394/91 attuando uno sviluppo che favorisca quei processi virtuosi solo enunciati, come la priorità degli incentivi pubblici per programmi e progetti attuati da Comuni all'interno dei parchi che nessuna Regione ha mai riconosciuto ed attuato.

Papasidero_di GiovanniRoviello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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categorie: 02 le nostre iniziative

Iniziative
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PARCO DEL POLLINO

Con grande disappunto e preoccupazione Italia Nostra ha appreso della sentenza del TAR della Calabria, Sezione di Catanzaro, che ha rigettato il ricorso presentato da WWF, Legambiente e Forum Ambientalista dando il via libera alla messa in esercizio della Centrale a biomasse Enel di Laino (40 MW), nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, nonostante le Comunità locali e le associazioni da tempo manifestino fondate preoccupazioni circa gli impatti sulla salute e sull’ecosistema del Parco Nazionale.
Questa centrale porterà infatti a un disboscamento selvaggio all’interno del Parco, sottoposto alla legge quadro 394/91, la migliore in Europa in materia di conservazione e tutela del patrimonio ambientale e interesserà un’area di particolare importanza per la tutela della biodiversità del Parco, che comprende due SIC/ZPS di grande interesse naturalistico per le molte specie floro faunistiche rare.
Non si capisce allora come si possa parlare di energie rinnovabili quando poi si procede al taglio di foreste secolari, i polmoni verdi del Pianeta, la vera energia pulita e rinnovabile! Se è per rispettare il Protocollo di Kyoto allora si dovrebbe tener conto che un ettaro di alberi riduce le emissioni di CO2 nell'atmosfera nell'ordine di varie tonnellate all'anno…
Italia Nostra chiede:
-al ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, On.le Alfonso Pecoraro Scanio, affinché intervenga per tutelare il territorio e gli ecosistemi del parco nazionale del Pollino ancora privo degli strumenti di pianificazione;
-al Presidente del Parco del Pollino ed ai sindaci della Valle del Mercure e della Valle del Lao di ricorrere contro questa assurda decisione del TAR Calabria al Consiglio di Stato dimostrando di essere dalla parte giusta, quella che garantisce il diritto all'ambiente ed alla salute di tutti i cittadini italiani!

Ufficio Stampa Italia Nostra
06 42008842/39
comunicazione@italianostra.org

Ginestre nel Parco del Pollino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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categorie: 02 le nostre iniziative
giovedì, 05 luglio 2007

Iniziative
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Pollino: sì a un piano per il Parco

I risultati dell’incontro di Italia Nostra con il Commissario Pappaterra.

Italia Nostra valuta positivamente l’incontro avuto ieri con il Commissario del Parco nazionale del Pollino Domenico Pappaterra. La delegazione calabro lucana dell’associazione, guidata dalla Consigliera nazionale Teresa Liguori, presenti il presidente Paolo Donadio e la consigliera Marilena Basile della sezione di Potenza, e per la sezione di Scalea il presidente Ugo Manco e la segretaria Emilia Manco (candidata di Italia Nostra a rappresentante presso il Parco del Pollino), ha ricevuto rassicurazioni su vari punti:
1 – Sulla pianificazione del Parco del Pollino, che si attende da ben 8 anni, il Commissario Pappaterra si è impegnato ad organizzare una riunione ad hoc con la Comunità del Parco e si augura di arrivare entro settembre ad una definizione. Su questo punto, che è fondamentale per la gestione del Parco e per la partecipazione condivisa, Italia Nostra attende l’assicurazione dell’impegno preciso anche da parte del Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
2 – Sulla riperimetrazione del Parco, attualmente di 192.565 ettari (è il più vasto d’Italia), il Commissario ha assicurato che ci sarà sicuramente una compensazione tra i territori che chiedono di uscire e quelli che vogliono entrare. Italia Nostra auspica che ci sia un aumento della superficie protetta della Calabria, attualmente è di 630.941 ettari, che la pone al quinto posto tra le regioni italiane.
3 – Vicina la posizione anche sulla centrale a biomasse del Mercure, che porterebbe a un disboscamento selvaggio in aree protette (SIC e ZPS). Pappaterra infatti incontrerà (il 10 o 11 luglio) il ministro dell’Ambiente perché si trovi una soluzione a livello nazionale su tutte queste centrali la cui materia prima è costituita da alberi spesso proveniente da foreste secolari. Per Italia Nostra infatti i numerosi tagli realizzati anche in aree di tutela integrale dei parchi nazionali, per scopi prettamente economici, mettono a rischio notevoli estensioni boschive, vere e proprie riserve di biodiversità e polmoni verdi del Pianeta. Piuttosto che distruggere importanti ed insostituibili risorse forestali Italia Nostra propone la realizzazione di numerose centrali solari termodinamiche, così come recentemente deciso dal Ministro dell’Ambiente col supporto scientifico del Prof. Carlo Rubbia. 
4 – Dichiarandosi d’accordo il Commissario Pappaterra con Italia Nostra nell’affermare che i parchi eolici non sono compatibili con le aree protette, perché devastanti per il territorio e il paesaggio, ha promesso che esaminerà con attenzione la fattibilità dei progetti di parchi eolici in aree protette (vedi Papasidero, Orsomarso ed altri).
5 – Il Commissario si è complimentato con Italia Nostra che, insieme ad altre associazioni, si è impegnata molto per impedire che fosse realizzato un devastante progetto di impianti sciistici in località Montenero e Fallistro nel Parco Nazionale della Sila, progetto costoso e inutile che avrebbe comportato la distruzione di 23 ettari di foresta.
6 – Per quanto riguarda i numerosi e pregevoli beni culturali del Parco del Pollino la richiesta di Italia Nostra di non cementificare è stata accolta positivamente dal Commissario Pappaterra, come pure quella di favorire restauri conservativi degli antichi borghi e di salvaguardare gli importanti santuari rupestri.
Con grande soddisfazione è stato accolto da Italia Nostra l’impegno da parte del Commissario di esaminare la situazione attuale di cementificazione della  roccia madre che incornicia il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli a Papasidero, così da progettare un intervento di  “rinaturalizzazione” della stessa.
Mentre per il Santuario di Santa Maria delle Armi di Cerchiara  il Commissario in persona ha fatto sapere che, grazie all’impegno di Italia Nostra e del Comitato civico, si è arrivati alla decisione definitiva di costruire il punto informativo all’interno del paese e non più nell’area del Santuario, evitando così di deturpare l'incantevole paesaggio e l’armonia del bene culturale.
In conclusione, Italia Nostra auspica che vengano seguiti i princìpi e le indicazioni concrete della legge quadro (la 394 del 1991), una tra le migliori d’Europa in fatto di conservazione e tutela della biodiversità, legge che sicuramente non vuole ingessare l’economia ma al contrario intende favorirla attraverso la tutela e la conservazione dei beni culturali e ambientali dei parchi. Anzi, quando sarà finalmente approvata la pianificazione del Parco sarà possibile definire le varie fasce di tutela, ognuna delle quali avrà il suo grado di protezione permettendo così uno sviluppo ecosostenibile legato al turismo culturale e naturalistico, all’agricoltura di nicchia e all’agriturismo di qualità.
Il Prof. Donadio ha infine opportunamente ricordato come il Pollino (nome che trae origine da Apollo, o anche da “polla” come sorgente di vita) fosse il monte sacro della Magna Grecia, e quindi come gli alberi fossero sentiti come fonte di vita, sacri, da proteggere, ed ha proposto di tenere in maggiore considerazione le attività silvo-pastorali e l’agricoltura di montagna, che vantano antiche tradizioni.

ParcoRotonda_1

ParcoRotonda_2
postato da: gruppo17 alle ore 16:02 | link | commenti
categorie: 02 le nostre iniziative