
Iniziative
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È partita la stagione degli incendi in Calabria
Non c'è pace, tra roghi e tagli, per i boschi del Pollino
ItaliaNostra nazionale Calabria e Lucania
255 i roghi in soli 10 giorni: un triste record questo che vede la Calabria al secondo posto in Italia per numero di incendi. Il 9 ed il 15 luglio scorso gli incendi hanno lambito il Parco del Pollino ed altre aree boschive. Sono dati davvero preoccupanti, considerato che la temperatura è elevata e la stagione estiva è iniziata da poco.
Italia Nostra chiede al Corpo Forestale dello Stato, al CTA, Coordinamento Territoriale Ambiente, all'Ente Parco del Pollino che particolare attenzione sia dedicata alla salvaguardia dei boschi, così da prevenire gli incendi che, secondo il CFS, nell'80% dei casi è di origine dolosa. Quindi, attività costante di controllo così da intervenire nell'immediato anche con i mezzi aerei, per poter circoscrivere i roghi nel minor tempo possibile.
Il 15 luglio scorso sono stati ben 30 gli ettari di lecceta distrutti dal fuoco a Papasidero intorno al monte Ciagola e che, come riportato dalla stampa, altri 100 ha sono a rischio.
Lo stesso danno all'ecosistema forestale era stato causato da un imponente rogo il 26 agosto 2006, quando altri 30 ha di leccete e quercete erano andati a fuoco.
Continuando a bruciare ettari di bosco nel Parco o nelle aree limitrofe, tutti gli sforzi per conservare la biodiversità, per tutelare la presenza della flora e fauna selvatica, protetti dalla legge quadro 394/91, viene ad essere messa in discussione. Oltre al rischio gravissimo dei roghi, un altro pericolo incombe sull'ecosistema del Parco rappresentato dalla messa in esercizio della centrale a biomassa del Mercure, intenzionata a bruciare oltre 350 mila tonnellate di legname proveniente dai boschi del parco con conseguente produzione di gas serra e fuliggini.
Per la salvaguardia dei boschi Italia Nostra propone che:
-i rimboschimenti vengano fatti possibilmente con specie autoctone e che siano curati con diradamenti e manutenzioni adeguate;
-siano studiate e messe in atto azioni capillari come quelle di segnalare ai Provinciali dei CFS le aree coperte dal fuoco e che il CTA del Parco tenga aggiornata una mappa degli eventi con una cartografia consultabile anche su internet sul sito del parco nazionale del Pollino;
-venga adottata finalmente una strategia del parco tendente ad una gestione competente del patrimonio forestale, ricordando che la conservazione degli habitat si può ottenere solo attraverso una conoscenza dettagliata delle diverse problematiche ecologiche connesse al patrimonio forestale;
-si arrivi all'adozione (non più rinviabile dopo 8 anni!) del piano del Parco nazionale del Pollino per superare gli interessi regionali e localistici ed evitare il rischio di un uso improprio delle risorse forestali, fatto che comporterebbe il venir meno della ragione fondante che ha portato all'istituzione dei parchi nazionali e delle aree protette in Italia;
-si lavori per una tutela della fauna, della biodiversità forestale (manca una legge quadro nazionale);
-le risorse naturali dei parchi siano salvaguardate secondo quanto stabilito dalla L. 394/91 attuando uno sviluppo che favorisca quei processi virtuosi solo enunciati, come la priorità degli incentivi pubblici per programmi e progetti attuati da Comuni all'interno dei parchi che nessuna Regione ha mai riconosciuto ed attuato.

Iniziative
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PARCO DEL POLLINO
Con grande disappunto e preoccupazione Italia Nostra ha appreso della sentenza del TAR della Calabria, Sezione di Catanzaro, che ha rigettato il ricorso presentato da WWF, Legambiente e Forum Ambientalista dando il via libera alla messa in esercizio della Centrale a biomasse Enel di Laino (40 MW), nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, nonostante le Comunità locali e le associazioni da tempo manifestino fondate preoccupazioni circa gli impatti sulla salute e sullecosistema del Parco Nazionale.
Questa centrale porterà infatti a un disboscamento selvaggio allinterno del Parco, sottoposto alla legge quadro 394/91, la migliore in Europa in materia di conservazione e tutela del patrimonio ambientale e interesserà unarea di particolare importanza per la tutela della biodiversità del Parco, che comprende due SIC/ZPS di grande interesse naturalistico per le molte specie floro faunistiche rare.
Non si capisce allora come si possa parlare di energie rinnovabili quando poi si procede al taglio di foreste secolari, i polmoni verdi del Pianeta, la vera energia pulita e rinnovabile! Se è per rispettare il Protocollo di Kyoto allora si dovrebbe tener conto che un ettaro di alberi riduce le emissioni di CO2 nell'atmosfera nell'ordine di varie tonnellate all'anno
Italia Nostra chiede:
-al ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, On.le Alfonso Pecoraro Scanio, affinché intervenga per tutelare il territorio e gli ecosistemi del parco nazionale del Pollino ancora privo degli strumenti di pianificazione;
-al Presidente del Parco del Pollino ed ai sindaci della Valle del Mercure e della Valle del Lao di ricorrere contro questa assurda decisione del TAR Calabria al Consiglio di Stato dimostrando di essere dalla parte giusta, quella che garantisce il diritto all'ambiente ed alla salute di tutti i cittadini italiani!
Ufficio Stampa Italia Nostra
06 42008842/39 comunicazione@italianostra.org

Iniziative
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Pollino: sì a un piano per il Parco
I risultati dell’incontro di Italia Nostra con il Commissario Pappaterra.
