Iniziative
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
CAPANNORI (LUCCA)/
DISTRUTTE ALTRE CORTI RURALI
Un piano regolatore che non riesce a tutelare gli elementi identificativi di un territorio è un piano "da buttare" o almeno da rivedere integralmente. Non bastano buone parole... amministrare significa fare!
Questa volta è stata distrutta una corte rurale in frazione Lammari.
Ecco la nota inviata al Sindaco di Capannori dalla Sezione lucchese di Italia Nostra.
Roberto Mannocci, Presidente Italia Nostra, Sezione di Lucca
A distanza di pochi mesi questa Associazione è costretta ad intervenire nuovamente sul tema in oggetto.
Questa volta ad obbligarci a questa segnalazione è la brutale “ristrutturazione” che interessa una corte in via dei Leri nelle immediate vicinanze della pieve di Lammari. Qui dei bei cascinali che ancora la caratterizzavano (v. foto1, immagine aerea eseguita per ns. conto solo 3 anni addietro ) ormai non rimane più segno, sostituiti in toto da un nuovo edificio che ha cancellato interamente mandolate e proporzioni, più alto di un intero piano rispetto al volume preesistente (v. foto 2 e 3, eseguite un mese addietro). L’integrale paramento murario misto pietra e laterizio è rimasto solo al piano terra. I muri superiori con mandolate sono stati abbattuti e sostituiti da leggere strutture di “foratini” interrotti da teorie di 7 aperture seriali per piano. Un’edilizia più da condominio di periferia urbana che da “corte rurale”. Qui è stata anche abbattuta una parte consistente dello storico muro di recinzione, in muratura mista pietra e cotto
Certamente si risponderà che quanto è in costruzione (DIA C03/0057 del 2 maggio 2005) è tutto in regola con le norme del Piano urbanistico vigente e che di questo Piano la Sua Amministrazione non è direttamente responsabile, ma solo in parte…
Giustificazioni che non ci confortano per niente! Sono oltre tre anni che la Sua Giunta governa il territorio di Capannori e, a differenza di quanto dichiarato sin dall’inizio del mandato, quando furono prospettati drastici cambiamenti al Piano urbanistico, questa profonda revisione tarda a venire. Certamente non costituiscono un’effettiva novità le ambigue micro-integrazioni normative apportate con la Del. C.C. 50/2006, come abbiamo avuto occasione di dimostrare sia all’Assessore all’Urbanistica che agli Uffici solo qualche mese fa.
Se quanto successo alla corte di Toringo, se quanto sta succedendo accanto alla chiesa di Lammari fossero anche in regola con le norme vigenti (è quello che tendete, con grande coraggio, ad affermare!)… questo significherebbe una cosa sola: queste norme, con le prescrizioni, gli indirizzi, le indicazioni e le “correzioni a pezzi e bocconi” da Voi apportate non sono per niente sufficienti ed efficaci… quindi, se tenete (e non solo a parole) alla salvaguardia degli elementi storici ed identificativi del territorio capannorese, occorre nell’immediato un cambiamento sia di marcia che di contenuti, cambiamento sia normativo che cartografico.
“Sentiamo profondamente il compito di tutelare questo bene simbolo delle nostre tradizioni”, e siamo in “attesa dell’operatività di validi strumenti che stiamo predisponendo per la salvaguardia e la valorizzazione delle corti rurali del nostro territorio”. Così la Sua Amministrazione si esprimeva nella nota di presentazione del nostro volume “La Corte Rurale Lucchese” nel maggio 2005.
I fatti citati, purtroppo, non testimoniano a favore né di questa volontà né di questa strumentazione. Le corti rurali continuano a scomparire e con queste norme vigenti continueranno ancora a sparire!



Segnalazioni
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Goethe e la spazzatura di Napoli
Federico Valerio, Presidente sezione Italia Nostra di Genova
http://www.federicovalerio.splinder.com
A partire dal 1786 e fino al 1788, il poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe, intraprende il suo viaggio in Italia, attraversando tutto il paese, da Trento a Palermo. Le città dove si ferma più a lungo sono Roma e Napoli. Nella sua ricerca non ci sono solo i grandi monumenti del passato e le opere degli artisti italiani del Rinascimento, usi e costumi degli Italiani , così diversi da quelli dei popoli del Nord, attirano la sua attenzione e molte pagine sono dedicate al popolino napoletano, alla sua gaiezza, alla sua gioia di vivere, alla sua arte di arrangiarsi. Un brano, in particolare è di singolare attualità e merita di essere citato alla lettera. "Napoli, 28 Maggio 1787 ... Un numero rilevantissimo di persone, in parte uomini di mezza età, in parte ancora ragazzi, quasi tutti straccioni, sono occupati a trasportare sugli asini la spazzatura fuori dalla città. La campagna che circonda Napoli è tutta un immenso orto: è un piacere osservare l'incredibile quantità di verdura che vien portata in città tutti giorni di mercato e come l'industria umana riporta poi alla campagna i rimasugli e i rifiuti della cucina, per accelerare lo sviluppo della vegetazione. Dato il gran consumo di legumi, i torsoli e le foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio costituiscono una parte notevole della spazzatura della città; e ognuno cerca di raccoglierne quanto più può... Servi, ragazzi, i padroni stessi vanno e vengono dalla città durante la giornata quanto più possono, e quella è veramente per loro una preziosa miniera... Mi é stato assicurato che talvolta due di questi individui fanno società, comprano un asino, prendono a fitto da un proprietario più benestante un pezzo di terra, e così, lavorando assiduamente, dato questo clima felice, in cui la vegetazione non si arresta mai, riescono a dare alla loro industria uno sviluppo non indifferente" Alcune informazioni e osservazioni: la Napoli della fine del 1700 conta cinquecentomila abitanti e agli occhi di Goethe Napoli appare una delle città più pulite d'Italia, più di Venezia, Roma e Palermo la cui sporcizia, abbandonata lungo le strade, non sfugge agli occhi del poeta. Il consumo di verdura degli odierni napoletani è ancora oggi alto, e alta è la loro produzione procapite di umido ( torsoli e foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio...) e la campagna che circonda Napoli, nonostante discariche abusive e non, stoccaggi di ecoballe, cementificazione legale e abusiva è ancora un immenso orto.
Sono graditi i vostri commenti, in particolare quelli degli amici napoletani.

Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
ANCORA RUTELLI E "IL NO A TUTTO"
Una replica della Sede Centrale di Italia Nostra
Giovanni Losavio, Presidente Nazionale Italia Nostra
Il Presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio si è rivolto al Ministro Rutelli contestando fermamente le dichiarazioni rese al Festambiente di Rispescia nel Grossetano, secondo le quali (come riportato dalla stampa nazionale) Italia Nostra è da considerare tra gli “alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio”, perché “si oppone alla loggia di Isozaki a Firenze, o alla nuova struttura dell’Ara Pacis a Roma o al ponte progettato da Calatrava a Venezia”. Non preoccupa tanto l’insulto gratuito che si stenta a riferire al consueto stile del ministro, quanto piuttosto il programma cultural-politico del suo ministero(che traspare da quelle dichiarazioni) fatto di dieci, cento logge di Arata Isozaki, di monumentali teche per simil-ara-pacis, di inutili ponti ad effetto che possono soltanto nascondere i veri problemi dell’ambiente urbano in cui siano inseriti.
Dispiace che il Ministro, invece di entrare nel merito degli argomenti critici, si richiami allo schema polemico che evoca il partito del non fare, quando invece proprio Italia Nostra sostiene da sempre il principio di fare presto e bene, ma ciò che davvero è necessario per la salvaguardia del patrimonio culturale. Mentre è inaccettabile l’abbandono dei principi che hanno ispirato la “carta del restauro”, dettata per contrastare l’arbitrio del gusto incontrollabile del progettista e formalmente assunta dalla stessa Amministrazione ministeriale come vincolante regola che guida ogni intervento sul singolo bene culturale, precludendo ogni moderna addizione al suo assetto autentico. Sicché non possono essere poste in gara, e pure attraverso un concorso internazionale, le innovazioni immaginate da Gregotti o Isozaki per abbellire il disadorno prospetto posteriore del monumentale edificio vasariano degli Uffizi.
E altrettanto grave è l’abbandono dei principi del risanamento conservativo e del restauro che la moderna cultura della tutela ha esteso (con gli ovvi adeguamenti alla dimensione urbana) ai centri storici, riconosciuti essi stessi come unitari, benché complessi, beni culturali,ai quali dunque non si addicono gli esercizi di stile della architettura di oggi. Alla quale spetta l’impegno, di alta responsabilità civile,di restituire dignità di moderna città a quella parte assai più estesa degli insediamenti urbani che ancora dobbiamo identificare come periferia della città antica.
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
RUTELLI E IL "NO A TUTTO"!
(con una nostra replica)
Questo il Comunicato Ansa sulle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Rutelli a Rispescia, nel corso di Festambiente, il 17 agosto u.s.
AMBIENTE: RUTELLI, RISCHIO VILLETTOPOLI, MA ANCHE TROPPI NO
«Esiste in Italia una minaccia che si chiama Villettopoli, cioè un’alluvione di cemento che fa male al territorio, ma esiste anche il rischio di troppi no alla trasformazione e alla buona architettura». Lo ha detto il ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli, stasera a Festambiente per partecipare ad un convegno sul tema «Il paesaggio: un patrimonio per l’Italia di qualità». «Quando io voglio combattere i nuovi barbari che vogliono distruggere il paesaggio - ha aggiunto Rutelli - devo avere come alleati coloro che vogliono fare delle buone realizzazioni. Allora, la negatività di chi si oppone alla loggia di Isozaki a Firenze, o alla nuova struttura a Roma dell’Arapacis, o al ponte progettato da Calatrava a Venezia, ecco quelli che dicono no a qualunque trasformazione, in realtà sono alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio». (ANSA).
ED ECCO LA NOSTRA REPLICA del 20.08.07
Mariarita Signorini, Roberto Mannocci
Consiglieri nazionali di Italia Nostra
Le dichiarazioni di Rutelli a Rispescia fanno, come suol dirsi, "di ogni erba un fascio", arrivando a bollare i contrari a certe opere come "alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio", pertanto crediamo siano necessarie alcune puntualizzazioni.
1. Gli unici alleati dei distruttori del paesaggio sono indiscutibilmente quelle Amministrazioni comunali, provinciali e regionali che con i miraggi dello sviluppo e della messa a reddito del territorio rendono possibile l'assurda metastasi edilizia da tempo in atto.
2. Della distruzione paesaggistica sono pure corresponsabili gli stessi Uffici delle Soprintendenze, prive di strumenti sia operativi che economici, che normativi e sempre drammaticamente sotto organico per svolgere la delicata e fondamentale mansione di tutela a cui sono preposti.
Il Ministro Rutelli dovrebbe intervenire con urgenza per verificare lo status di confusione normativa,le criticità e le provvisorietà che affliggono i suoi uffici periferici per porvi immediatamente rimedio.
3. Dire NO a tutto e ovunque, in modo preconcetto, è ovviamente sbagliato, ma sia i NO, che i pletorici SI'devono essere articolati, giustificati e valutati.
Tra i parametri di valutazione devono entrare prepotentemente il rapporto dell'opera nuova con il contesto paesaggistico e il suo effetto su questo contesto.
4. Non può passare il concetto che tutto può essere fatto ovunque, purché sia di qualità!
Il SI' ovunque, purché di alto valore intrinseco, è un motto che piacerebbe a parte degli speculatori e dei distruttori del paesaggio, anche perchè ci si addentrerebbe nei meandri del concetto di estetica, un terreno quando mai scivoloso e opinabile.
Esistono invece situazioni paesaggistiche e storiche che devono soltanto essere "restaurate" e "conservate". Il "bel" pezzo nuovo di architettura non può sostituirsi alla necessaria coerenza urbanistica né al valore storicizzato già presente del contesto.
Entrando nel merito della citata loggia di Isozaki all'uscita degli Uffizi, su questa pensilina, come è stata battezzata sin dalla sua nascita, che risulta ribelle ai principi del restauro architettonico,Italia Nostra ha preso partito 'contro', a suo tempo, con raccolte di firme e con dichiarazioni a mezzo stampa.
Si deve dire che l'iter procedurale in questo caso è stato trasparente e regolare e che Isozaki ha vinto un concorso internazionale bandito nell'ormai remoto 1998 (su invito a soli sei partecipanti) e valutato da una commissione mista composta da Comune di Firenze-Soprintendenza-Ministero. Tuttavia tale progetto prevalse per un solo voto rispetto al progetto di Gregotti, assai più rispettoso del contesto e decisamente meno di rottura, all'uscita di uno dei più importanti musei del mondo.
Ma ormai parrebbe tardi per i se e per i ma, dato che entro l'anno sarà consegnato il progetto esecutivo; se realizzata dunque l'opera è già destinata a scatenare altre interminabili e inevitabili discussioni e polemiche, col risultato che la stessa cittadinanza, che dovrà essere sempre più parte attiva nella tutela del proprio paesaggio, resterà divisa sulla valutazione di un manufatto che va a incidere pesantemente proprio nel cuore degli Uffizi, il luogo simbolo senza il quale una visita nella città medicea è incompleta.
E' naturale perciò che toccando tasti che riguardano il concetto di paesaggio in rapporto all'identità stessa delle popolazioni, si scatenino infiniti dibattiti.
E non crede il Ministro che proprio nel confronto di opinioni stia il fare cultura e la vivacità culturale di una società?
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
DALLA POLITICA ALLA MORALE!
A Lucca - L'affaire Circoscrizioni
Diamo il via ad una serie di considerazioni e fatti che vanno al di là del territorio e del paesaggio, ma che ci coinvolgono come cittadini. Episodi, atteggiamenti ed eventi che testimoniano che nessuna salvezza per il territorio sarà possibile se si disgiunge la politica dalla correttezza e dalla morale... E, purtroppo, le forze politiche, tutte le forze politiche, non se ne accorgono!
"Attraverso la Stampa faccio un appello a tutte le forze politiche e ai Capigruppo Consiliari che presto dovrebbero riunirsi per esaminare lo stallo delle 9 circoscrizioni lucchesi che non riescono a "partire". Eppure sulla carta le maggioranze ci sono, 7 circoscrizioni del centrodestra e due del centrosinistra,.....ma esiste un problema che le accomuna tutte: la spartizione personale dell'indennità prevista per il Presidente (circa 1.900 Euro mensili lordi). Il problema è tutto qui perché questo "stipendio" fa gola a troppe persone all'interno delle maggioranze suddette....Certamente c'é anche il problema di centellinare queste cariche distribuendole ed equilibrandole col bilancino tra i vari partiti delle coalizioni (che è mala-politica anche questa).....ma l'elemento scatenante di questa pazzesca situazione è proprio e solo questa appetibile indennità. Si è riproposto (come talvolta è successo in passato) la turnazione della carica a metà mandato, ma si è arrivati anche a proporre la turnazione a tre oppure (cosa dell'ultimo momento) l'equa ripartizione di quel "tesoretto" tra ogni presidente e i propri vice.... Proprio questo indegno "mercato" affronteranno i Capigruppo Consiliari nella prossima imminente riunione. Spero (ma senza illudermi) che da tale riunione non nasca nessuna proposta di squallido "accomodamento" portando in Consiglio una revisione del Regolamento delle Circoscrizioni immediatamente operante per distribuire le stesse prebende a rose più ampie. Spero (sempre senza illudermi) che la massima Istituzione comunale non avalli questo concetto di politica-mercato con la scusa di voler fare funzionare questi organismi. Questi Organismi sono espressione di democrazia e di partecipazione dal basso, diranno i soliti! E' questa che si sta manifestando la Democrazia? Ci si dica concretamente quale espressione di democrazia è stata dimostrata da questi Organismi in passato e a cosa sono servite queste strutture se non ad alimentare i primi passi di carriere politico-amministrative e quindi soltanto ad alimentare la classe politica. Ci si dica quale intervento pubblico non sarebbe stato possibile senza la presenza di questi pletorici e presuntuosi parlamentini e quale partecipazione sono in grado di garantire se il loro atteggiamento è sempre di supino supporto o aprioristicamente contrario alle decisioni del Comune a seconda della maggioranza che li governa. Spero (purtroppo senza illusione alcuna) che il Consiglio Comunale voglia salvaguardare quel minimo di dignità che gli compete rigettando qualsiasi modifica delle norme e dei regolamenti per far fronte a questo vero e proprio "mercato delle vacche". Le regole non si cambiano mai quando i giochi sono aperti! Con le regole vigenti (che tutti conoscevano) sono stati formati i consigli circoscrizionali e con tali regole devono (se ci riescono) iniziare a vivere. Se non partono e non operano la responsabilità ricade su di loro ed è esplicita di fronte all'opinione pubblica. E se non riescono a dar vita ad una struttura operante, c'é una sola cosa da fare: le dimissioni di tutti. Nessuno, ne siamo sicuri, si accorgerà di questa mancanza! Non è qualunquismo....è la realtà! Spero, infine e invece, (con un po' di illusione) che il Consiglio Comunale riveda drasticamente questa abnorme presenza nel numero delle circoscrizioni. Da parte mia sarei favorevole alla loro totale cancellazione a partire dal prossimo mandato amministrativo. Un bel risparmio per i costi inutili della politica!"
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Italia Nostra perde un eccellente urbanista oltre che un caro amico
Firenze 18 agosto 2007
Dopo lunga malattia è deceduto, venerdì sera, Augusto Boggiano, era docente alla facoltà di Architettura di Firenze, allievo di Edoardo Detti, era urbanista di chiara fama.
Vasta la sua carriera di studioso del paesaggio e di pianificazione urbana. Era membro del consiglio direttivo della sezione fiorentina di Italia Nostra, ed è stato relatore a vari convegni organizzati dall'associazione sulla L.R.1/2005, dal dicembre 2004 in poi.
Ha svolto il ruolo di Consulente per il Paesaggio per l'Assessore regionale Mariella Zoppi, nel precedente mandato amministrativo regionale.
Memorabile il volume che ha curato su incarico del Comune “Passeggiare Firenze” studio di fattibilità di un sistema di percorsi pedonali all'interno delle aree extraurbane, un'opera che resterà a testimonianza del suo grande amore per il paesaggio dei colli fiorentini. Diversi sono stati i piani strutturali ai quali ha lavorato, facendo parte anche della commissione edilizia del Comune di Lucca negli anni '70 dove, in collaborazione con altri professionisti, ha elaborato i piani di recupero delle ex Caseme Lorenzini e Garibaldi su incarico della prima Amministrazione Fazzi, mentre su incarico dell'amministrazione Micheloni, guidò la stesura del primo Piano Strutturale di Capannori. Ad Augusto Boggiano si deve anche il sostanziale contributo per il salvataggio del parco della Versiliana dalla lottizzazione prevista.
Nel mese di giugno 2004 ha partecipato, nella veste di consulente regionale, al convegno organizzato da Italia Nostra Lucca “La Corte Rurale Lucchese” con un importante intervento sulle caratteristiche del paesaggio agrario locale.
I funerali si celebrano oggi, 18 agosto, nella cattedrale di Pietrasanta alle ore 16.00.
Mariarita Signorini e Roberto Mannocci
Consiglio nazionale di Italia Nostra per Italia Nostra Toscana
Iniziative
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
LUCCA È EMERGENZA!
UN NUOVO PIANO REGOLATORE
PER UN FUTURO ORDINATO
AL TERRITORIO!
Ecco l'appello che la sezione lucchese di Italia Nostra ha inviato a Sindaco di Lucca e Gruppi consiliari comunali: ri-scrivere e ri-definire integralmente i nuovi strumenti urbanistici, rispettando quattro precisi assunti!
Roberto Mannocci, Presidente Italia Nostra, Sezione di Lucca
Questa Associazione ha sempre considerato in maniera molto critica l’attuale strumentazione urbanistica comunale sia quella generale (P.S. e R.U.), sia i diversi piani attuativi o tematici (Caserma Mazzini, Parco Fluviale, Scalo Merci, variante Corti Rurali, ex Lenzi, Arliano, Carignano…), che da quella hanno avuto seguito e che oggi si trovano in stadi diversi del proprio iter amministrativo.
La fondamentale obiezione agli strumenti generali è stata, ed è, di non individuare un indirizzo per il futuro del territorio, ma di predisporre illimitate possibilità edilizie sì che questi Piani/non-piani hanno dato il via a quella metastasi di nuova edilizia e di trasformazioni dell’esistente che è sotto gli occhi di tutti. Niente è stato programmato per il futuro del territorio, ove ogni elemento è stato considerato un anonimo contenitore in grado di accogliere qualsiasi cosa e che può diventare qualsiasi cosa che il mercato vorrà. Puri anonimi contenitori sono i grossi complessi del centro storico (Manifattura, S. Francesco, Carceri, Carmine...), gli edifici industriali dismessi o da dismettere che popolano soprattutto l’immediata periferia, i cunei di verde, i 120 palazzi signorili, le serre agrarie, i complessi ospedalieri, le abitazioni sparse, le corti, il territorio e il paesaggio rurale della piana e della collina, le piazze…Tutto può essere usato ed abusato, ampliato, ristrutturato, snaturato, riempito e i “vuoti” sono tali solo perché in attesa di appetiti per il loro sfruttamento.
A questa mancanza di principi pianificatori, a questa assenza totale di un disegno possibile e condiviso per la città e per il territorio si somma un apparato di norme confuso, contorto, spesso contraddittorio, la cui formulazione quasi “dilettantesca” offre lo spunto a forzature interpretative che privati ed Uffici non mancano mai di usare od avallare. Se sommiamo a questa pochezza strumentale un sostanzialmente inesistente vaglio paesaggistico e idraulico… emerge una necessità assoluta che è un preciso compito della nuova Amministrazione comunale, nella sua interezza: la drastica e urgentissima ri-scrittura del Piano urbanistico. Con soddisfazione abbiamo constatato che il Sindaco condivide questa priorità (come ci ha confermato in un recente incontro) e con questa nota siamo a spronarlo perché quanto prima si dia inizio a questa re-impostazione per salvare quello che ancora si può salvare dell’identità lucchese.
Quattro, a nostro giudizio, i principi che devono stare alla base di questa urgente ri-scrittura del Piano, che deve essere un Nuovo Piano.
- Che essa sia libera, nell’esclusivo, superiore e globale interesse dei cittadini e del territorio. Non esistono né vincoli di diritti acquisiti (se non in casi limitatissimi), né obblighi perequativi, ma interessi generali.
- Che essa sia partecipata, chiamando l’intera cittadinanza a portare idee su quelle che costituiranno le scelte fondamentali e le linee guida del futuro territoriale.
- Che la ri-scrittura sia tecnicamente all’altezza del valore del nostro territorio e dello strumento da elaborare e che in essa non siano coinvolte professionalità che possono essere espressione di interessi particolari.
- Che si proceda, nelle more di questa ponderata ri-definizione, all’adozione di norme di salvaguardia specifiche e generali perché le storture più macroscopiche non provochino ulteriori danni (terrazzi nel C.S., serre, volumi seminterrati, progetti-norma ecc. ecc.)
Ciò di cui Lucca ha bisogno è un’operazione drastica e non facile, ma indispensabile… e, a nostro giudizio, proprio nei termini anzidetti.
Per questo ci sentiamo di inoltrare questo invito, oltre che al Sindaco, agli esponenti delle forze politiche.
Ai membri della maggioranza, un invito ad abbandonare quel ruolo totalmente supino ed acritico che fu assunto nel dibattito consiliare che ha portato Lucca a dotarsi di questi strumenti ora misconosciuti da tutti. Sindaco e Giunta hanno bisogno di stimoli veri per fare drastici cambiamenti e di apporti attivi, anche critici, per evitare nuove possibili storture.
Ai membri dell’opposizione, nel pieno rispetto del proprio distinto ruolo democratico, un invito ad uscire dal perdurante sopore conseguente alle proprie ferite e a condividere, invece, la responsabilità di pretendere l’avvio della ri-scrittura del Piano, che il Sindaco, in totale isolamento, ha annunciato e a confrontarsi con le proprie idee sul territorio e sul futuro della città.
Fiduciosi in un positivo accoglimento dell’appello, con l’occasione, inviamo i migliori saluti.
Iniziative
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
TOSCANA/
Territorio, Paesaggio, Pit e Partecipazione
Tanto "sviluppismo" e poca tutela nella politica regionale di governo del
territorio!
Ecco una lettera aperta al Presidente Martini
Roberto Mannocci, Consigliere nazionale di Italia Nostra
Illustre Presidente Martini,
anche se senza speranze di incidere sui convincimenti della Giunta Toscana da Lei guidata, voglio fare alcune considerazioni in merito alla tutela del paesaggio toscano e allo sviluppo urbanistico, temi che in questi giorni hanno trovato ulteriore “sistemazione” normativa con l’approvazione del PIT regionale. Non abbiamo ancora approfondito i dettagli dell’ultima versione di questo strumento, ma le ripetute uscite sulla stampa, Sue, di Assessori e Consulenti, non lasciano dubbi sulla totale permanenza di un impianto contenutistico e normativo per noi inaccettabile.
Lei ha affermato che la Regione Toscana tiene al suo paesaggio come in passato e che i guasti ad esso apportati e che si stanno apportando (che lei considera, comunque, limitatissimi) sono tutti conseguenze di un passato avventatamente da più parti rimpianto. Può anche essere che talune scelleratezze attuali siano la concretizzazione di scelte avvenute venti anni addietro, ma le garantisco che la metastasi di nuovi cantieri, di trasformazioni edilizie, di accrescimenti volumetrici che investono l’intera regione, dalle colline al territorio agrario, dalle città alle coste, alle case isolate…. sono concretizzazioni dovute alle due ultime leggi urbanistiche regionali (L.R.5/95 e L.R. 1/05) e a volontà speculative cui nessuno pone limiti.
C’è una locuzione recentemente adottata (che tanto piace in Giunta da farne una bandiera) per sintetizzare il concetto di governo del territorio: “mettere a reddito il territorio, tutto il territorio, ogni parte del territorio, contro la rendita passiva”. E’ in questa visione esclusivamente economicistica che si inserisce la cosiddetta “conservazione attiva” dei valori storici e paesaggistici chiamati anch’essi, come tutto il territorio, ad essere riconosciuti Beni solo se “utili” e “utilizzabili” e in quanto possibili “produttori di reddito”. Si conferma appieno, anche a livello regionale toscano, l’allarme già lanciato anni addietro da Salvatore Settis per la perdita del riconoscimento nel “valore in sé” dei Beni Culturali e per la loro identificazione come “giacimento”, risorsa non sfruttata in tutto quello che può produrre e che invece deve essere chiamata a produrre.
Ed è stato proprio questo il fine della conferenza che l’Assessore Conti il 30 Luglio scorso a Roma ha tenuto con la stampa nazionale ed estera: pubblicizzare le immense possibilità offerte con il nuovo PIT! La Toscana, terra di grandi paesaggi, d’arte, di città storiche, di paesini e di complessi industriali ora è finalmente pronta ad accogliere grandi investimenti europei e mondiali in tutti questi settori. La Toscana non è più meta obbligata, limitata e passiva per il “gran tour” di qualche intellettuale, ma oggi può offrire i suoi immensi giacimenti per una miriade di planetari produttori dinamici. Questo ha affermato Conti,….e a riprova che finalmente la Toscana potrà essere “sfruttata appieno in tutte le sue valenze” (probabilmente di fronte a giornalisti increduli di queste vergognose sirene) si è impegnato ad inviare l’intero testo del PIT a tutte le Regioni d’Europa!
Ma Conti ha voluto dare anche un’altra garanzia agli investitori, contro gli eventi che ultimamente hanno rotto “le uova nel paniere” degli Amministratori: il dissenso e gli ostacoli, pur democratici, frapposti dai cittadini, dalle Associazioni e dagli Asor Rosa di turno alla realizzazione di interventi che stuprano i nostri Beni territoriali. Questo pericolo non esisterà più, perché ci hanno già pensato l’Assessore Fragai e l’intera Giunta con la Legge sulla partecipazione che è al varo. I cittadini dovranno conoscere prima, collaborare prima, suggerire prima, concertare prima, esprimersi prima, obiettare prima…, prima che un intervento inizi l’iter… in modo che, dopo aver dato loro questa possibilità di sfogo, non ostacolino più il percorso che separa l’opera (o quant’altro rivesta rilevanza territoriale per una comunità) dalla sua concretizzazione. Essi saranno divenuti compartecipi e quindi corresponsabili in questo “perfetto” quadro democratico e soprattutto saranno guidati, controllati e governati in questa “partecipazione” a livello regionale dall’apposita Authority (un’Istituzione in più, quando si parla di contenere i costi della pseudo-politica!!!) che dovrà garantire paritaria espressione ad ogni forma di pensiero. Già vediamo le parti politiche e degli affari affannarsi nel dare forma a gruppi ad essi favorevoli….in modo che il risultato di questa partecipazione sia sempre, per lo meno, bivalente od ambiguo.
Intanto i capitali invocati dall’Assessore Conti per rendere “iper-attiva” la tutela del paesaggio toscano scendono in forze: la tenuta di Castelfalfi (Comune di Montaione) comprendente un agglomerato ancora abitato, un castello medievale, vigneti e uliveti per 11 Km quadrati è stata acquistata dalla TUI (Turistik Union International), colosso tedesco nel settore turistico, per costruirvi ville e abitazioni di lusso, un Robinson club, alberghi, ristoranti, piscine ecc….insomma un vero e proprio Paese dei Balocchi (tanto per ricordare il Pinocchio di Benigni girato in questo contesto). L’investimento è calcolato in 250 milioni di Euro, il più grosso mai effettuato dalla stessa TUI e il più ingente mai calato in Toscana!
Illustre Presidente Martini, scriviamo queste righe pur nella certezza che non smuoveremo niente in questo matrimonio RegioneToscana/Capitali, ma convinti di evidenziare che esiste una nuova barbarie rampante, più sottile e più infida ed anche più difficile da smascherare e combattere. Ma non smetteremo di vigilare e lottare per la nostra identità usando tutti i mezzi che la legge metterà a disposizione… prima e dopo!
