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domenica, 26 agosto 2007

Segnalazioni
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Goethe e la spazzatura di Napoli

Federico Valerio, Presidente sezione Italia Nostra di Genova
http://www.federicovalerio.splinder.com

A partire dal 1786 e fino al 1788, il poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe, intraprende il suo viaggio in Italia, attraversando tutto il paese, da Trento a Palermo. Le città dove si ferma più a lungo sono Roma e Napoli. Nella sua ricerca non ci sono solo i grandi monumenti del passato e le opere degli artisti italiani del Rinascimento, usi e costumi degli Italiani , così diversi da quelli dei popoli del Nord, attirano la sua attenzione e molte pagine sono dedicate al popolino napoletano, alla sua gaiezza, alla sua gioia di vivere, alla sua arte di arrangiarsi. Un brano, in particolare è di singolare attualità e merita di essere citato alla lettera. "Napoli, 28 Maggio 1787 ... Un numero rilevantissimo di persone, in parte uomini di mezza età, in parte ancora ragazzi, quasi tutti straccioni, sono occupati a trasportare sugli asini la spazzatura fuori dalla città. La campagna che circonda Napoli è tutta un immenso orto: è un piacere osservare l'incredibile quantità di verdura che vien portata in città tutti giorni di mercato e come l'industria umana riporta poi alla campagna i rimasugli e i rifiuti della cucina, per accelerare lo sviluppo della vegetazione. Dato il gran consumo di legumi, i torsoli e le foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio costituiscono una parte notevole della spazzatura della città; e ognuno cerca di raccoglierne quanto più può... Servi, ragazzi, i padroni stessi vanno e vengono dalla città durante la giornata quanto più possono, e quella è veramente per loro una preziosa miniera... Mi é stato assicurato che talvolta due di questi individui fanno società, comprano un asino, prendono a fitto da un proprietario più benestante un pezzo di terra, e così, lavorando assiduamente, dato questo clima felice, in cui la vegetazione non si arresta mai, riescono a dare alla loro industria uno sviluppo non indifferente" Alcune informazioni e osservazioni: la Napoli della fine del 1700 conta cinquecentomila abitanti e agli occhi di Goethe Napoli appare una delle città più pulite d'Italia, più di Venezia, Roma e Palermo la cui sporcizia, abbandonata lungo le strade, non sfugge agli occhi del poeta. Il consumo di verdura degli odierni napoletani è ancora oggi alto, e alta è la loro produzione procapite di umido ( torsoli e foglie di cavolfiori, dei broccoli, dei carciofi, dei cavoli dell'insalata, dell'aglio...) e la campagna che circonda Napoli, nonostante discariche abusive e non, stoccaggi di ecoballe, cementificazione legale e abusiva è ancora un immenso orto.

Sono graditi i vostri commenti, in particolare quelli degli amici napoletani.

GoetheANapoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: gruppo17 alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: 03 segnalazioni

Commenti
#1   23 Settembre 2007 - 19:10
 
IL MIO COMMENTO DI NAPOLETANO E' CHE NONOSTANTE UNA VOLTA AVESSI L'ILLUSIONE CHE IL TEMPO CI PORTASSE A SITUAZIONI DI SEMPRE MAGGIOR PROGRESSO E CIVILTA', NELLA REALTA' CIO' NON SI APPLICA PER NAPOLI ED IL MERIDIONE. SE NON AVESSIMO PERSO I BORBONI.....LA SFERZA E L'ORDINE....

SPERIAMO NEI MARZIANI AMMESSO E NON CONCESSO CHE TROVERANNO INTERESSANTE COLONIZZARCI.

GIOVANNI
utente anonimo

Commenti