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venerdì, 14 settembre 2007

Cronache
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DOPO L’ESTATE DEI ROGHI
Emergenza ambientale nei parchi nazionali dell’Appennino meridionale
  
Teresa Liguori, Consigliera nazionale ItaliaNostra
  
Percorrere l’autostrada A3 nel tratto calabro-lucano del Pollino, consente, nonostante gli interventi dell’uomo, di immergersi in un ambiente naturale di un certo fascino, di ammirare un paesaggio ampio, con vette che si stagliano a volte a picco, altre volte con dolci pendii, paesaggio mutevole a seconda delle stagioni e delle ore del giorno.
A fine mese di luglio u.s., siepi di ginestre profumavano l’aria alternando il colore giallo al verde dominante dei faggi, dei pini, degli abeti, delle querce, dei lecci a seconda dell’altitudine.
Ai primi di settembre, lo stesso percorso autostradale, in particolare da Castrovillari a Campotenese, era completamente stravolto per le conseguenze di un gran numero di roghi:
colori dominanti nero e grigio scuro, alberi e siepi a terra, un’ecatombe dell’ambiente, la violenza del fuoco che si abbatte cieca su alberi, siepi, fauna, distruggendo tutto l’ecosistema.
Continuando a bruciare ettari di bosco nel Parco o nelle aree limitrofe, tutti gli sforzi per conservare la biodiversità, per tutelare la presenza della flora e fauna selvatica, protetti dalla legge quadro 394/91, viene ad essere messa in discussione.
Ad essere devastate dai roghi, per lo più dolosi, sempre nel parco del Pollino, alcune lussureggianti aree boschive nella Valle del Fiume Lao e nell'Orsomarso, aree SIC e ZPS: uno scempio terribile (vedi foto). Anche il tratto lucano del Parco non è stato risparmiato: pregevoli aree boschive a Noepoli, Val Sarmento, Latronico, Viggianello, Rotonda, per complessivi circa mille ettari, sono state percorse dai fuochi.
Stessa sorte per 1.600 ettari di superfici boscate nel Parco nazionale della Sila, sopra tutto nella provincia di Catanzaro, comune di Albi, e di Cosenza, comune di San Giovanni in Fiore.
La mappa dei roghi in Calabria somiglia ad un bollettino di guerra: 150 roghi hanno percorso una superficie “protetta” di 6.000 ha., comprendendo, in misura minore, anche il parco regionale delle Serre ed il parco di Aspromonte.
Con amarezza constatiamo che i parchi di Calabria e di Lucania, come quelli di altre regioni dell’Appennino meridionale, hanno subito, nell’estate 2007, danni incalcolabili e conseguenze tragiche per l’ecosistema montano, per la biodiversità, per l’economia dei luoghi, (perdite nel settore turistico e minore produzione agricola e casearia).
Se a questi ingenti danni da incendio nelle superfici protette si aggiungono poi i numerosi tagli realizzati anche in aree di tutela integrale dei Parchi nazionali (Sila e Pollino) per scopi prettamente economici che hanno messo e mettono a rischio notevole estensioni boschive, allora diventa quanto mai condivisibile ed auspicabile la richiesta di una moratoria di tre anni, proposta dalla OLA ambientalista e da altre associazioni, tra cui ItaliaNostra.
Un calcolo per difetto stima in 77.600 gli incendi boschivi in Italia nel 2007, con una superficie totale di 116.000 ha. di territorio coinvolto, compresi gli abitanti ivi residenti, con un incremento del 70 % del numero dei roghi rispetto all’anno precedente. Sono numeri sui quali bisognerà riflettere a lungo e, (chiuso il periodo dell’emergenza grazie alle piogge tanto attese), si dovrà passare alla fase operativa proponendo delle soluzioni per non doversi ritrovare nell’estate 2008 con gli stessi problemi.
Ma, prima di guardare al futuro, a nostro avviso si deve necessariamente osservare criticamente la realtà presente ed inchiodare intanto i colpevoli delle azioni criminose alle loro pesanti responsabilità, ricordando che recentemente il numero di vittime per i roghi è salito a 17.
Si chiede certezza della pena per reati così gravi per l’estensione del fenomeno nonché per l’allarme sociale che provocano. Le leggi ci sono, l’art. 423 bis del c.p. prevede il carcere fino a 10 anni per il reato di incendio boschivo, pena che può arrivare a 13 anni qualora l’incendio si sviluppi in aree protette.
Dall’altra parte, è doveroso ricordare e ringraziare coloto che, tra volontari, vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato ed altri rappresentanti delle forze dell’ordine, si sono impegnati in prima linea a lottare contro i roghi.
Le foreste, preziosi serbatoi di ossigeno per il Pianeta, una volta bruciate, purtroppo contribuiscono ad aumentare le temperature, ad incrementare le emissioni di CO2 nell’aria, producendo oltre 700 tonn. di PM10, particelle notoriamente pericolose per la salute umana come anche la diossina che, accumulata sui prati e sui pascoli dopo un incendio, avvelena il latte degli animali che pascolano, con conseguenze sulla catena alimentare.
A nostro avviso, andrà avviata un’approfondita indagine a livello governativo sulla scarsa o meglio inesistente prevenzione degli incendi, nonostante le previsioni di un’estate torrida, sui ritardi negli interventi di soccorso, sul mancato coordinamento degli stessi, sul mancato rispetto delle leggi (da parte dei Comuni), che pure esistono, vedi la 157/92 e la 353/2000, e della legalità. Ad oggi, solo la regione Puglia ha attivato, e messo a disposizione di tutti, la mappa aggiornata delle aree percorse dal fuoco con una cartografia consultabile anche su internet. Vedremo se anche le altre regioni si attiveranno quanto prima possibile e se le stesse provvederanno a stipulare, a tempo debito, i “patti di solidarietà” con alcune associazioni di volontariato per l’utilizzo dei volontari come vedette nei boschi. Un intervento immediato, entro la prima mezz’ora, sul luogo dell’incendio contribuisce a fermarlo prima che, favorito dai venti caldi, possa estendersi in aree limitrofe.
Per ogni ettaro di foresta distrutta se ne vanno in fumo molte migliaia di euro per danni indotti (tratto da " Il Bosco e il suo valore" di Alberto Quadro Curzio). Piuttosto che intervenire, a livello centrale, con una pioggia di milioni di euro per la ricostruzione di tante migliaia di ettari bruciati, si sarebbe dovuto e potuto rendere effettivamente operativo il Corpo Forestale dello Stato dotandolo di un congruo numero di uomini e di mezzi per l’avvistamento ed il telerilevamento, fornire elicotteri antincendio distribuiti in modo omogeneo in ciascun parco nazionale per il pronto intervento. E non solo… l’elenco delle cose non fatte sarebbe troppo lungo. A questo punto, riteniamo non più rinviabile la preparazione a livello nazionale di un piano di interventi preventivi per gli incendi, da attuarsi entro pochi mesi e, comunque, non più tardi della primavera 2008.
ItaliaNostra, l’associazione onlus che dal 1955 si impegna attivamente per la tutela e salvaguardia del patrimonio culturale e naturale, e che, tra l’altro, si è battuta per l’approvazione della legge quadro 353/1991 per l’istituzione dei parchi nazionali e delle aree protette in Italia, farà responsabilmente la sua parte, con la rete delle sezioni diffuse in tutto il Paese, per sviluppare e divulgare un “comportamento etico”nei confronti dell’ambiente, promuovendo, tra l’altro, iniziative ed attività di educazione e di formazione dei cittadini di tutte le età.
ItaliaNostra aderisce pertanto all’appello del Presidente Napolitano per una “mobilitazione permanente” contro i roghi, per sensibilizzare le persone verso un atteggiamento di empatia nei confronti dell’ambiente, patrimonio di tutti e dimora di ciascuno, bene prezioso da custodire con grande rispetto anche per le generazioni future.

IncendioParchi1




















INCENDI AG.2007 006



INCENDI AG.2007 004
postato da: gruppo17 alle ore 16:29 | link | commenti (1)
categorie: 06 cronache

Commenti
#1   21 Settembre 2007 - 23:31
 
Contro i roghi invertire il sistema dei pagamenti: MENO incendi in una zona, PIU' bonus a chi deve spegnerli/prevenirli.
Provata sull'Aspromonte, funzionò perfettamente.
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