Rinnovamento nella Tradizione

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mercoledì, 26 settembre 2007

Proposte
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ItaliaNostra:
potenziamo il corridoio ferroviario jonico


Teresa Liguori, Consigliera nazionale ItaliaNostra

Su un settimale nazionale, in edicola in questi giorni, abbiamo letto un’intervista al ministro dei Trasporti Bianchi, dal titolo “L’Italia finirà a Gioia Tauro”.
Il ministro, riferendosi ai lavori di ampliamento dell’autostrada A3 nel tratto Gioia Tauro-Reggio Calabria, esprime timori per la prossima apertura dei cantieri ANAS che dureranno 4 anni e che metteranno a dura prova il traffico da e per la Sicilia.
L’on.le Bianchi pensa a soluzioni alternative per affrontare sopra tutto l’emergenza da traffico pesante, utilizzando dei collegamenti per via aerea dalle città del Nord fino alla Sicilia e via mare dai porti di Vibo Valentia, Gioia Tauro, Salerno fino a Reggio e Messina.
Tra le proposte che il Ministero dei Trasporti adotterà dal 1°ottobre pv. dovrebbe scattare quella di un ecobonus per quei trasportatori che accetteranno di privilegiare il trasporto su nave a quello su gomma, mentre verranno acquistati una decina di treni,
finanze permettendo, per creare una sorta di metropolitana extraurbana tra Reggio C. e Gioia Tauro per la mobilità dei pendolari.
Tutto questo caos dei trasporti nel tratto calabrese della A3 si sarebbe potuto evitare da tempo se i governi nazionali e regionali avessero rivolto, negli anni passati, maggiore attenzione allo sviluppo ed al potenziamento doveroso ed improcrastinabile delle reti ferroviarie joniche e del traffico marittimo dello stesso versante, le famose Autostrade del Mare che ItaliaNostra nazionale aveva proposto sin dal 1999 nel corso
dell’importante Convegno di Portoferraio (Isola d’Elba).
Una politica regionale poco o affatto lungimirante ha fatto sì che, all’interno della Calabria, ci fossero figli e figliastri, si investissero molte risorse per lo sviluppo delle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime nel versante tirrenico e poco o nulla si programmasse per il lato jonico della regione, che è rimasto sempre più isolato e, pertanto, poco sviluppato.
Nessuna guerra in famiglia, per carità. A nostro avviso, le risorse economiche dovevano essere stanziate in misura equilibrata sui due versanti della regione.
La debolezza di un’area così vasta della Calabria non aiuterà la regione nel suo complesso a decollare, alla stessa stregua della debolezza del meridione a confronto con l’Italia intera, come ha recentemente affermato il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi.
Ritornando al nocciolo del problema, incentivare l’ utilizzo della tratta ferroviaria jonica, particolarmente per il traffico pesante, nei collegamenti dall’Adriatico, dalla Puglia, dalla Basilicata e non solo fino alla Sicilia, avrebbe comportato la decongestione del traffico merci sul versante tirrenico, ed in particolare quello su gomma, con conseguente alleggerimento del volume di traffico sull’autostrada A3 sempre a rischio di collasso, con conseguente risparmio di numerose vite umane e con la riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Speriamo che i tempi siano maturi per un’auspicabile inversione di tendenza.
Qualche segnale lo abbiamo colto. Abbiamo notato infatti che, a seguito della pubblicazione il 10 settembre scorso di un nostro articolo su un quotidiano locale sul problema “degrado degli ambiti ferroviari a Crotone e sicurezza, potenziamento e sviluppo delle l inee ferroviarie joniche”, ci sono stati degli interventi autorevoli sia a livello comunale che regionale.
Identica attenzione anche da parte dei media, che hanno posto questo tema al centro del dibattito sul futuro sviluppo di Crotone e del suo territorio.
A questo punto, la cittadinanza, nelle sue varie componenti, non stia più a guardare gli eventi, ma svolga quel ruolo di vigilanza e di stimolo sulle Istituzioni che fa parte integrante delle sue prerogative.

FerrovieCartinaStorica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: gruppo17 alle ore 21:32 | link | commenti
categorie: 04 proposte
lunedì, 22 gennaio 2007

Proposte
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La Calabria da vedere e da tutelare

Gerace



























Gerace, antico borgo in provincia di Reggio Calabria sul versante nord orientale dell'Aspromonte.
A Gerace nel centro storico ben conservato si può ammirare, tra gli altri beni culturali, la maestosa Cattedrale dell'Assunta la chiesa più grande della Calabria, a croce latina a tre navate divise da colonne antiche.
Fu consacrata in epoca normanna (XI sec.) e restaurata ed ampliata nel XIII e ancora nel XVIII sec. Al 1252 risale la chiesa romanico-ogivale di San Francesco.
               
ItaliaNostra Calabria aderisce alla proposta dell'Amministrazione Comunale di Gerace perché diventi  "centro patrimonio dell'Umanità (UNESCO)" e chiede nuove adesioni.

Le adesioni possono essere inviate al Comune di Gerace
- via fax al numero 0964 346003
- oppure via postale al seguente indirizzo: 
Comune di Gerace via Sottoprefettura - 89040 Gerace (RC)

GeraceScorcioAntico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GeraceInternoCattedrale

 

GeracePanorama

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: gruppo17 alle ore 17:08 | link | commenti (1)
categorie: 04 proposte
sabato, 11 novembre 2006

Proposte
UN PROBLEMA:
LO STATUS DELLE SOPRINTENDENZE

Ecco il testo della richiesta al Consiglio nazionale di Italia Nostra di attuare, tramite un apposito Gruppo di lavoro, un’indagine nazionale sullo stato delle Soprintendenze, sulle loro difficoltà e sulla loro efficienza.
 
Noi tutti siamo coscienti che i migliori alleati della nostra Associazione nell’opera di tutela del territorio e dei beni culturali sono le Soprintendenze. A loro va sicuramente il riconoscimento di enormi sforzi che sono costrette a fare pur in carenza di organico, di attrezzature e di mezzi. Se gran parte del patrimonio culturale e paesaggistico è stato possibile salvare il merito va indubbiamente ascritto a tutti quei funzionari che con dedizione e competenza hanno sapientemente svolto il proprio ruolo istituzionale.
Ma non possiamo non notare come nei tempi più recenti, vuoi anche per una certa confusione normativa, il ruolo delle stesse Soprintendenze ha subito qualche inammissibile appanno. In alcuni casi come quello gravissimo del santuario di S. Maria di Cerchiara in Calabria o come quelli emblematici e problematici della realtà lucchese o come l’ultranoto caso dei condomini di Monticchiello nell’area senese (trattati in modo più ampio all’interno del sito http://rinnovamentoitalianostra.splinder.com a cui rimandiamo) ….i comportamenti non sono apparsi all’altezza di organismi che hanno il potere di svolgere un’adeguata azione di tutela.
Poiché senza un adeguato supporto di queste Istituzioni alle nostre battaglie le battaglie stesse su cui si concentra il nostro impegno rischiano di andare perdute, riteniamo fondamentale che l’Associazione Nazionale addivenga a svolgere un’indagine nazionale per fare il punto sulla consistenza e sull’efficienza di queste strutture.
Si tratta in sostanza di istituire un Gruppo di Lavoro (composto da membri del Consiglio e da soci esterni competenti) per la redazione di una sorta di “libro bianco” sullo status delle Soprintenendenze nel territorio italiano.
Non trattasi assolutamente di azione che ha lo scopo di denigrare queste Istituzioni, ma di conoscere e verificare la loro efficienza individuandone le cause per poter stimolare e richiedere rimedi. Gran parte di questo lavoro cognitivo è ricavabile presso la sede centrale del Ministero (suddivisione del territorio nazionale secondo le competenze archeologiche, artistiche, architettoniche, archivistiche…; copertura degli organici; competenze del personale a disposizione; copertura degli incarichi dirigenziali…) mentre altri dati potranno essere forniti dalla collaborazione delle nostre sezioni e/o dalle Soprintendenze stesse (strutture disponibili, finanziamenti, adeguatezza delle sedi periferiche, forniture…). Altro aspetto che influisce sull’efficienza di questi organismi è il quadro normativo, sia per quanto riguarda la tutela dei beni culturali sia per quanto concerne la tutela dei beni paesaggistici.
Chiaramente la stesura di un “libro bianco” di questo tenore potrà dare alla nostra Associazione grande visibilità con la pubblicizzazione dei risultati che emergeranno.
Per i dettagli di questo censimento e di questa ricerca chiaramente occorre rimandare agli approfondimenti e ad un piano da redigere da parte dello specifico Gruppo di lavoro su ricordato.
Premesso quanto sopra si richiede che venga posto in discussione nella prosima seduta del CDN il seguente argomento: Soprintendenze e opera di tutela – Istituzione di un Gruppo di lavoro.
postato da: gruppo17 alle ore 18:43 | link | commenti (2)
categorie: 04 proposte
venerdì, 10 novembre 2006

Proposte
UNA "CAMPAGNA" PER I VIALI ALBERATI

Su iniziativa di alcuni consiglieri nazionali di Italia Nostra viene avanzata la richiesta al Consiglio nazionale dell’Associazione per una campagna di rilevamento sullo status delle strade e dei viali alberati nel territorio nazionale alla quale, se l’iniziativa sarà fatta propria dal CDN, sono chiamate a collaborare le varie sezioni locali. Questo il testo della richiesta.
 
Una caratteristica del paesaggio italiano è costituita dal patrimonio di strade e di viali alberati di grande pregio che costellano il territorio nazionale. Le piantumazioni di platani, cipressi, pioppi, bagolari, aceri, tigli, lecci, liriodendri, pini domestici, eucalipti (a seconda dell’area geografica)….., su una o due file fiancheggianti le carreggiate, hanno costituito fino all’ultima guerra mondiale un arredo costante degli assi viari, sia che fossero viali urbani, strade statali e provinciali di comunicazione a lungo raggio o semplice viabilità di accesso a luoghi particolari quali ville monumentali, borghi o casali isolati.
Lo status di questo patrimonio è sempre più a rischio di scomparsa vuoi per le molteplici malattie che a turno colpiscono le varie specie arboree sia per la mancanza di azioni preventive e manutentive (molto spesso assistiamo soltanto a drastiche e ‘drammatiche’ capitozzature), sia per l’inquinamento crescente che abbassa le autodifese contro i patogeni, sia, ancora, per i disinvolti abbattimenti diretti, effettuati per motivi di cosiddetta ‘sicurezza’ stradale e per riconformare le strade stesse alle dimensioni crescenti del traffico. Tutto questo porta ad abbattimenti parziali che, pezzo per pezzo, finiscono per cancellare questo insieme di “luoghi” particolarissimi. Solo in pochissimi casi eccezionali si è proceduto, con un programma finanziato, al re-impianto di ciò che veniva abbattuto per forza maggiore, come nel caso dei platani della passeggiata pensile delle Mura lucchesi, o per il viale di cipressi di Bòlgheri….
 
Altrove né amministrazioni comunali, né Soprintendenze, né Amministrazioni Regionali hanno affrontato programmaticamente la questione del ripristino di un patrimonio paesaggistico eccezionale, limitando la propria opera, tutt’al più, a passivi, anche se indispensabili, piani fitosanitari che prescrivono l’abbattimento degli esemplari colpiti da patogeni per limitare la diffusione delle malattie.
Per la salvaguardia di questo patrimonio e per un’azione programmatica di ripristino proponiamo che la nostra Associazione apra una campagna di sensibilizzazione sul tema specifico di cui proponiamo la seguente articolazione:
1.      Formazione di un Gruppo di Lavoro presso la sede centrale formato da consiglieri e da esperti (possibilmente soci) nei settori storico, paesaggistico e botanico.
2.      Rilevamento sul territorio nazionale dei casi critici attraverso semplici schedature fattibili coinvolgendo attivamente le Sezioni, fornendo alle stesse tutti gli elementi che possono facilitarne la rilevazione. Potrebbero crearsi all’uopo anche coordinamenti regionali.
3.      Lancio della campagna di rilevamento con dovuta evidenza sulla Stampa e pubblicizzazione dei risultati ottenuti (che dovrebbero essere assai drammatici), con elaborazioni statistiche.
4.      Inoltro dei risultati ottenuti presso tutti gli Enti nazionali competenti, operando anche con le varie sezioni e consigli regionali per l’inoltro capillare anche a livello locale.
5.      Richiesta di predisposizione di programmi di intervento regionale secondo ordini di priorità che scaturiranno dall’analisi effettuata.
6.      Eventuale ricerca di sponsorizzazioni specifiche sull’iniziativa, che tuttavia dovrebbe avere un costo limitato, trattandosi sostanzialmente di schedature molto sintetiche accompagnate da foto.
A nostro giudizio le campagne di rilevamento di questo tipo dovrebbero costituire un tratto caratteristico della nostra Associazione, che sarà così in grado di dimostrare, agli Enti e all’opinione pubblica, non solo la sua qualità culturale e la sua nota attenzione agli aspetti ambientali e paesaggistici da tutelare, ma anche la capacità e la volontà di operare propositivamente per la risoluzione dei problemi, con i riflessi positivi che ne conseguiranno.
Altro aspetto positivo è il coinvolgimento attivo delle Sezioni in un progetto comune. Un progetto cui possono partecipare tutte le sezioni, anche quelle più deboli e meno strutturate, per la semplicità della schedatura, ma per la quale sarà indispensabile una minima attrezzatura digitale.
Per favorire questa ampia partecipazione (l’efficacia della campagna sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà l’estensione del territorio indagato) proponiamo di rilevare solo i seguenti aspetti: tipologia stadale (stada statale, provinciale, viale urbano, viale privato…), tipologia dell’impianto arboreo (una fila, due file…), epoca dell’impianto arboreo, specie arboree, condizioni dello stato attuale, cause del degrado (riconformazione stradale, malattie fungine….), valore paesaggistico e monumentale, immagine fotografica generale e particolare….. ma l’approfondimento di questi aspetti tecnici sarà opportunamente svolto dall’apposito Gruppo di lavoro…. se il CDN accoglierà la presente proposta.
 
Cordiali saluti.
 
Francesco Canestrini
Teresa Liguori
Roberto Mannocci
Evaristo Petrocchi
Gaetano Rinaldi
Maria Rita Signorini
Alberto Loche
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categorie: 04 proposte
mercoledì, 25 ottobre 2006

Proposte
Alt al degrado degli ambiti ferroviari!
La proposta per una campagna nazionale contro il degrado che circonda le stazioni ferroviarie in tutta Italia

Teresa Liguori, Consigliere Nazionale Italia Nostra
 
In prossimità delle stazioni ferroviarie italiane si nota spesso uno stato di abbandono e di incuria nell’area adiacente ai binari per la presenza di magazzini fatiscenti, di depositi non finiti, lasciati nel degrado, circondati da erbacce e da cumuli di materiali di risulta, come se fossero luoghi nascosti e poco visibili.
In realtà, essi si presentano tutti i giorni alla vista di decine di migliaia di passeggeri che percorrono la penisola in treno, compresi i turisti che, numerosi, vengono ogni anno a visitare il “Bel Paese”.
Dal momento che questo fatto costituisce un danno all’immagine dell’Italia nel mondo e, più in generale, al decoro del paesaggio del nostro Paese,
 
si propone:
 
di attivare una Campagna nazionale per sensibilizzare le Ferrovie italiane ad adottare immediate
misure atte a fermare il degrado ed a riqualificare i luoghi che circondano le stazioni, la cui cura e manutenzione spettano, per lo più, alle F.S. quale Ente proprietario o gestore.
Tra le iniziative da prendere, in particolare
 
si propongono:
 
la demolizione degli edifici fatiscenti o inutilizzati (escludendo naturalmente quelli di valore storico-testimoniale che devono essere restaurati), la rimozione dei materiali di risulta lasciati in abbandono, la cancellazione di graffiti e scritte non decorosi, la ristrutturazione degli immobili da recuperare ed infine, per quanto riguarda le superfici incolte, si propongono la creazione di giardini
con prati, quinte e siepi di verde, la messa a dimora di alberature ed altro ancora.
Tutto ciò, per restituire decoro a delle aree ingiustamente considerate marginali, ma che, al contrario, guardando dal finestrino del treno, sono ben visibili ed in primo piano.
Si invitano i soci a voler aderire alla Campagna nazionale “Binario Pulito”, inviando al blog
rinnovamentoitalianostra.splinder.com foto con breve commento che attesti quanto avviene
nei pressi delle stazioni ferroviarie.
Le segnalazioni pervenute saranno raccolte in un dossier e presentate da una delegazione di consiglieri nazionali di ItaliaNostra alle Ferrovie Italiane.
postato da: gruppo17 alle ore 14:52 | link | commenti (1)
categorie: 04 proposte