Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Brucia un pino loricato, simbolo del Parco del Pollino
Ancora una volta i volontari in prima linea contro i roghi
Teresa Liguori, Consigliera nazionale ItaliaNostra
Continuano i roghi nel Parco del Pollino.
Questa volta l’episodio è stato particolarmente odioso non per la vastità della superficie percorsa dal fuoco quanto per il fatto l’incendio ha interessato il tronco di un pino loricato. Il fatto è avvenuto il 23 settembre us, in località Piani del Pollino.
Le conseguenze sarebbero state ancora più pesanti, se alcuni escursionisti, presenti sul posto, non fossero subito intervenuti a spegnere il fuoco prima che si propagasse fino alla Serra delle Ciavole. Ancora una volta i volontari in prima linea contro i roghi.
Il pino loricato (Pinus leucodermis), è considerato un relitto di altri tempi, sopravvissuto alle grandi glaciazioni. Un albero monumentale, che cresce isolato su spuntoni di roccia, quasi una sentinella a proteggere il Parco.
Questa volta non è riuscito a proteggersi da mani assassine.
Tra le specie arboree più suggestive ed imponenti della flora italiana ed europea, è molto rara, la sua diffusione è limitata solo alla penisola Balcanica e ad alcuni massicci dell’Appennino meridionale: Monte Alpi e M. La Spina in Basilicata, Pollino e Monti di Orsomarso in Calabria.
L’incendio di domenica scorsa conferma quanto sia urgente che vengano adottate delle misure immediate di salvaguardia per questi pochi esemplari di pino loricati rimasti e per l’intero territorio del Parco del Pollino e quanto sia attuale l’appello del presidente Napolitano per la mobilitazione permanente dei cittadini contro i roghi.
ItaliaNostra chiede che, oltre a coinvolgere la popolazione nella “custodia” vigile del patrimonio naturale, siano chiamati alle loro responsabilità coloro che, pur avendo il compito istituzionale di controllare e tutelare, non hanno adottato le giuste misure di prevenzione e di protezione, mettendo così in serio pericolo l’esistenza di beni preziosi quali i pini loricati e tutta le superfici boscate percorse dai roghi all’interno del Parco del Pollino.



Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------RIFLESSIONI DOPO L'ESTATE DEI ROGHI
Teresa Liguori, Consigliera nazionale ItaliaNostra
Davanti alla tragica scomparsa di numerose vite umane, alla distruzione di molte migliaia di ettari di aree verdi e di vegetazione protetta andata in fumo, (ben 20.000 ha percorsi dal fuoco solo nei parchi nazionali e nelle riserve), alla perdita di numerosa fauna selvatica, avvenute nel nostro Paese ed in particolare nelle regioni meridionali nel mese di agosto, con il 70% di incendi in più rispetto all’anno precedente, non c’è che da restare impietriti per la vastità dell’emergenza ambientale che ha coinvolto direttamente ed indirettamente un gran numero di cittadini.
Riesce difficile tacere, tanto meno contenere la rabbia e l’indignazione per le sofferenze terribili conseguenti alle azioni criminose di coloro che papa Benedetto XVI non ha esitato a definire "criminali contro l'umanità", che "hanno messo a rischio l'incolumità delle persone" distruggendo "il patrimonio ambientale, bene prezioso dell' intera umanità".
Ad opporsi strenuamente alla distruzione, (ricordiamolo), sono state tanti uomini coraggiosi e generosi che hanno lavorato in condizioni durissime, giorno e notte, per fermare i roghi, per salvare vite umane in pericolo, per consentire ad alberi, siepi, animali di continuare a vivere.
A queste persone straordinarie, volontari, operai, vigili del fuoco e forze dell’ordine, che hanno fatto il loro dovere, anticipando il rientro dalle ferie, non restando negli uffici tra le carte, ma scendendo in azione con senso di responsabilità e spirito di sacrificio, va la nostra riconoscenza.
Ma, aldilà degli episodi di dedizione, bisogna chiedere conto alle autorità responsabili, a tutti i livelli, nessuno escluso, dei tanti errori commessi, a partire dalla scarsa o meglio inesistente prevenzione di questi incendi, pur sapendo che l’estate 2007 sarebbe stata torrida. L’emergenza roghi non è ancora conclusa, purtroppo, ma andrà fatta un’indagine approfondita sui ritardi negli interventi di soccorso, sul mancato coordinamento degli stessi, sui controlli che non si sono fatti, sul mancato rispetto delle leggi, che pure esistono, vedi la 353/2000, e della legalità, sull’nquinamento dell’atmosfera sia per l’incremento delle emissioni di CO2 nell’aria che per l’ aumento delle temperature, sulle pene non adeguate alla gravità ed all’estensione del fenomeno nonché all’allarme sociale che provocano.
Il Presidente Napolitano ha auspicato “una mobilitazione permanente”contro i roghi estivi.
Da parte nostra, faremo responsabilmente la nostra parte, cercando di essere testimoni di un’attenzione costante per l'ambiente, sviluppando e divulgando “l’etica della cura” anche attraverso attività di educazione, formazione e sensibilizzazione dei cittadini e non solo.
L’occasione del prossimo 1° Settembre, proclamato dalla Chiesa cattolica "Giornata per la salvaguardia del Creato", è davvero preziosa per promuovere una riflessione collettiva sulle nostre responsabilità di uomini e donne abitanti nell’unica terra che, per citare un antico detto pellerossa, “non abbiamo ereditato dai nostri padri ma abbiamo ricevuto in prestito dai nostri nipoti”…
Pubblichiamo di seguito una breve cronaca, scritta da un socio di ItaliaNostra, che vive in un piccolo centro montano ricadente nel Parco nazionale del Pollino, in Calabria, territorio percorso nei giorni scorsi da numerosi roghi di origine dolosa.
È una testimonianza delle ferite che il fuoco ha lasciato dietro di sé, sconvolgendo l'ecosistema di buona parte di un territorio montano di straordinaria bellezza, di un paesaggio suggestivo violato da incendiari assassini, delinquenti che hanno causato danni e perdite incalcolabili.
Una settimana di fuoco tra i monti del Parco del Pollino
Io non ho avuto il coraggio di fotografare quello che ho visto nelle ultime settimane nel mio paese. Nemmeno i vecchi con cui ho parlato si ricordano di aver assistito mai ad un disastro simile nei tanti anni della loro vita.
Hanno incendiato tutto nella valle del Lao: leccete, macchia, faggi, querce secolari: tutto. La Fresta (foresta), la Montagnola fino a Scorpani-Orsomarso, La Fagosa, Piano di Fosse, Colle di Trodo, Scaricapietre, Tremoli, Vignali, La Massa-Lariuso, San Rocco, San Filippo.
Gli animali dai boschi scappavano, faine e ricci investiti dalle auto sulla ss Scalea-Mormanno, i falchi gridavano nel cielo pieno di fumo forse avendo abbandonato i piccoli nei nidi tra le fiamme, mentre la gente cercava di salvare i propri orti, gli uliveti sbattendo sulle fiamme disperatamente rami verdi di ginestra. Il sole era rosso, si soffocava.
Ho chiamato alle 13,08 di lunedì 20 Agosto il 1515 per l'incendio che è partito sulla montagna di fronte al paese, poi diverse volte ogni giorno fino all'altro ieri martedì 28 Agosto quando ho lasciato Papasidero mentre il fuoco (quello del 20 trascurato all'inizio per 3 giorni e poi mai spento del tutto!) bruciava le verdi leccete di Lariuso al confine con Laino Castello sul fiume Lao e dove spero che gli imponenti lecci secolari abbiano fermato il fuoco con la frescura e la pulizia naturale del loro sottobosco.
In questi giorni ho parlato più volte col 1515 di Roma, col 800496496 di RC, con la sede operativa di CS. Dall'inizio dell'incendio del 20 Agosto hanno mandato i canadair solo dopo 3 giorni e non hanno nemmeno spento i focolai che il vento ha portato al monte Ciagola e poi giù alla Massa e quindi a Lariuso.
Intanto i piromani (uno vestito bianco è stato avvistato anche in un caso da alcuni anziani mentre innescava un incendio) hanno incendiato le altre località e non bastavano nemmeno 2 canadair solo per Papasidero o gli elicotteri di Mormanno. A Papasidero c'è la sensazione rassegnata che sia tutto finito, il verde si intende, non gli incendi. Alcuni volontari hanno spento un incendio appena appiccato sulla via di contrada Vitimoso nei pressi di una casa con un invalido all'interno. Ora si spera che qualcuno tagli i lecci bruciati per far ricrescere i giovani in modo che tra 10 anni qualcosa ritorni come prima, nuovi incendi permettendo.


Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
ANCORA RUTELLI E "IL NO A TUTTO"
Una replica della Sede Centrale di Italia Nostra
Giovanni Losavio, Presidente Nazionale Italia Nostra
Il Presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio si è rivolto al Ministro Rutelli contestando fermamente le dichiarazioni rese al Festambiente di Rispescia nel Grossetano, secondo le quali (come riportato dalla stampa nazionale) Italia Nostra è da considerare tra gli “alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio”, perché “si oppone alla loggia di Isozaki a Firenze, o alla nuova struttura dell’Ara Pacis a Roma o al ponte progettato da Calatrava a Venezia”. Non preoccupa tanto l’insulto gratuito che si stenta a riferire al consueto stile del ministro, quanto piuttosto il programma cultural-politico del suo ministero(che traspare da quelle dichiarazioni) fatto di dieci, cento logge di Arata Isozaki, di monumentali teche per simil-ara-pacis, di inutili ponti ad effetto che possono soltanto nascondere i veri problemi dell’ambiente urbano in cui siano inseriti.
Dispiace che il Ministro, invece di entrare nel merito degli argomenti critici, si richiami allo schema polemico che evoca il partito del non fare, quando invece proprio Italia Nostra sostiene da sempre il principio di fare presto e bene, ma ciò che davvero è necessario per la salvaguardia del patrimonio culturale. Mentre è inaccettabile l’abbandono dei principi che hanno ispirato la “carta del restauro”, dettata per contrastare l’arbitrio del gusto incontrollabile del progettista e formalmente assunta dalla stessa Amministrazione ministeriale come vincolante regola che guida ogni intervento sul singolo bene culturale, precludendo ogni moderna addizione al suo assetto autentico. Sicché non possono essere poste in gara, e pure attraverso un concorso internazionale, le innovazioni immaginate da Gregotti o Isozaki per abbellire il disadorno prospetto posteriore del monumentale edificio vasariano degli Uffizi.
E altrettanto grave è l’abbandono dei principi del risanamento conservativo e del restauro che la moderna cultura della tutela ha esteso (con gli ovvi adeguamenti alla dimensione urbana) ai centri storici, riconosciuti essi stessi come unitari, benché complessi, beni culturali,ai quali dunque non si addicono gli esercizi di stile della architettura di oggi. Alla quale spetta l’impegno, di alta responsabilità civile,di restituire dignità di moderna città a quella parte assai più estesa degli insediamenti urbani che ancora dobbiamo identificare come periferia della città antica.
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
RUTELLI E IL "NO A TUTTO"!
(con una nostra replica)
Questo il Comunicato Ansa sulle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Rutelli a Rispescia, nel corso di Festambiente, il 17 agosto u.s.
AMBIENTE: RUTELLI, RISCHIO VILLETTOPOLI, MA ANCHE TROPPI NO
«Esiste in Italia una minaccia che si chiama Villettopoli, cioè un’alluvione di cemento che fa male al territorio, ma esiste anche il rischio di troppi no alla trasformazione e alla buona architettura». Lo ha detto il ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli, stasera a Festambiente per partecipare ad un convegno sul tema «Il paesaggio: un patrimonio per l’Italia di qualità». «Quando io voglio combattere i nuovi barbari che vogliono distruggere il paesaggio - ha aggiunto Rutelli - devo avere come alleati coloro che vogliono fare delle buone realizzazioni. Allora, la negatività di chi si oppone alla loggia di Isozaki a Firenze, o alla nuova struttura a Roma dell’Arapacis, o al ponte progettato da Calatrava a Venezia, ecco quelli che dicono no a qualunque trasformazione, in realtà sono alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio». (ANSA).
ED ECCO LA NOSTRA REPLICA del 20.08.07
Mariarita Signorini, Roberto Mannocci
Consiglieri nazionali di Italia Nostra
Le dichiarazioni di Rutelli a Rispescia fanno, come suol dirsi, "di ogni erba un fascio", arrivando a bollare i contrari a certe opere come "alleati di chi ogni giorno distrugge il paesaggio", pertanto crediamo siano necessarie alcune puntualizzazioni.
1. Gli unici alleati dei distruttori del paesaggio sono indiscutibilmente quelle Amministrazioni comunali, provinciali e regionali che con i miraggi dello sviluppo e della messa a reddito del territorio rendono possibile l'assurda metastasi edilizia da tempo in atto.
2. Della distruzione paesaggistica sono pure corresponsabili gli stessi Uffici delle Soprintendenze, prive di strumenti sia operativi che economici, che normativi e sempre drammaticamente sotto organico per svolgere la delicata e fondamentale mansione di tutela a cui sono preposti.
Il Ministro Rutelli dovrebbe intervenire con urgenza per verificare lo status di confusione normativa,le criticità e le provvisorietà che affliggono i suoi uffici periferici per porvi immediatamente rimedio.
3. Dire NO a tutto e ovunque, in modo preconcetto, è ovviamente sbagliato, ma sia i NO, che i pletorici SI'devono essere articolati, giustificati e valutati.
Tra i parametri di valutazione devono entrare prepotentemente il rapporto dell'opera nuova con il contesto paesaggistico e il suo effetto su questo contesto.
4. Non può passare il concetto che tutto può essere fatto ovunque, purché sia di qualità!
Il SI' ovunque, purché di alto valore intrinseco, è un motto che piacerebbe a parte degli speculatori e dei distruttori del paesaggio, anche perchè ci si addentrerebbe nei meandri del concetto di estetica, un terreno quando mai scivoloso e opinabile.
Esistono invece situazioni paesaggistiche e storiche che devono soltanto essere "restaurate" e "conservate". Il "bel" pezzo nuovo di architettura non può sostituirsi alla necessaria coerenza urbanistica né al valore storicizzato già presente del contesto.
Entrando nel merito della citata loggia di Isozaki all'uscita degli Uffizi, su questa pensilina, come è stata battezzata sin dalla sua nascita, che risulta ribelle ai principi del restauro architettonico,Italia Nostra ha preso partito 'contro', a suo tempo, con raccolte di firme e con dichiarazioni a mezzo stampa.
Si deve dire che l'iter procedurale in questo caso è stato trasparente e regolare e che Isozaki ha vinto un concorso internazionale bandito nell'ormai remoto 1998 (su invito a soli sei partecipanti) e valutato da una commissione mista composta da Comune di Firenze-Soprintendenza-Ministero. Tuttavia tale progetto prevalse per un solo voto rispetto al progetto di Gregotti, assai più rispettoso del contesto e decisamente meno di rottura, all'uscita di uno dei più importanti musei del mondo.
Ma ormai parrebbe tardi per i se e per i ma, dato che entro l'anno sarà consegnato il progetto esecutivo; se realizzata dunque l'opera è già destinata a scatenare altre interminabili e inevitabili discussioni e polemiche, col risultato che la stessa cittadinanza, che dovrà essere sempre più parte attiva nella tutela del proprio paesaggio, resterà divisa sulla valutazione di un manufatto che va a incidere pesantemente proprio nel cuore degli Uffizi, il luogo simbolo senza il quale una visita nella città medicea è incompleta.
E' naturale perciò che toccando tasti che riguardano il concetto di paesaggio in rapporto all'identità stessa delle popolazioni, si scatenino infiniti dibattiti.
E non crede il Ministro che proprio nel confronto di opinioni stia il fare cultura e la vivacità culturale di una società?
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
DALLA POLITICA ALLA MORALE!
A Lucca - L'affaire Circoscrizioni
Diamo il via ad una serie di considerazioni e fatti che vanno al di là del territorio e del paesaggio, ma che ci coinvolgono come cittadini. Episodi, atteggiamenti ed eventi che testimoniano che nessuna salvezza per il territorio sarà possibile se si disgiunge la politica dalla correttezza e dalla morale... E, purtroppo, le forze politiche, tutte le forze politiche, non se ne accorgono!
"Attraverso la Stampa faccio un appello a tutte le forze politiche e ai Capigruppo Consiliari che presto dovrebbero riunirsi per esaminare lo stallo delle 9 circoscrizioni lucchesi che non riescono a "partire". Eppure sulla carta le maggioranze ci sono, 7 circoscrizioni del centrodestra e due del centrosinistra,.....ma esiste un problema che le accomuna tutte: la spartizione personale dell'indennità prevista per il Presidente (circa 1.900 Euro mensili lordi). Il problema è tutto qui perché questo "stipendio" fa gola a troppe persone all'interno delle maggioranze suddette....Certamente c'é anche il problema di centellinare queste cariche distribuendole ed equilibrandole col bilancino tra i vari partiti delle coalizioni (che è mala-politica anche questa).....ma l'elemento scatenante di questa pazzesca situazione è proprio e solo questa appetibile indennità. Si è riproposto (come talvolta è successo in passato) la turnazione della carica a metà mandato, ma si è arrivati anche a proporre la turnazione a tre oppure (cosa dell'ultimo momento) l'equa ripartizione di quel "tesoretto" tra ogni presidente e i propri vice.... Proprio questo indegno "mercato" affronteranno i Capigruppo Consiliari nella prossima imminente riunione. Spero (ma senza illudermi) che da tale riunione non nasca nessuna proposta di squallido "accomodamento" portando in Consiglio una revisione del Regolamento delle Circoscrizioni immediatamente operante per distribuire le stesse prebende a rose più ampie. Spero (sempre senza illudermi) che la massima Istituzione comunale non avalli questo concetto di politica-mercato con la scusa di voler fare funzionare questi organismi. Questi Organismi sono espressione di democrazia e di partecipazione dal basso, diranno i soliti! E' questa che si sta manifestando la Democrazia? Ci si dica concretamente quale espressione di democrazia è stata dimostrata da questi Organismi in passato e a cosa sono servite queste strutture se non ad alimentare i primi passi di carriere politico-amministrative e quindi soltanto ad alimentare la classe politica. Ci si dica quale intervento pubblico non sarebbe stato possibile senza la presenza di questi pletorici e presuntuosi parlamentini e quale partecipazione sono in grado di garantire se il loro atteggiamento è sempre di supino supporto o aprioristicamente contrario alle decisioni del Comune a seconda della maggioranza che li governa. Spero (purtroppo senza illusione alcuna) che il Consiglio Comunale voglia salvaguardare quel minimo di dignità che gli compete rigettando qualsiasi modifica delle norme e dei regolamenti per far fronte a questo vero e proprio "mercato delle vacche". Le regole non si cambiano mai quando i giochi sono aperti! Con le regole vigenti (che tutti conoscevano) sono stati formati i consigli circoscrizionali e con tali regole devono (se ci riescono) iniziare a vivere. Se non partono e non operano la responsabilità ricade su di loro ed è esplicita di fronte all'opinione pubblica. E se non riescono a dar vita ad una struttura operante, c'é una sola cosa da fare: le dimissioni di tutti. Nessuno, ne siamo sicuri, si accorgerà di questa mancanza! Non è qualunquismo....è la realtà! Spero, infine e invece, (con un po' di illusione) che il Consiglio Comunale riveda drasticamente questa abnorme presenza nel numero delle circoscrizioni. Da parte mia sarei favorevole alla loro totale cancellazione a partire dal prossimo mandato amministrativo. Un bel risparmio per i costi inutili della politica!"
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Italia Nostra perde un eccellente urbanista oltre che un caro amico
Firenze 18 agosto 2007
Dopo lunga malattia è deceduto, venerdì sera, Augusto Boggiano, era docente alla facoltà di Architettura di Firenze, allievo di Edoardo Detti, era urbanista di chiara fama.
Vasta la sua carriera di studioso del paesaggio e di pianificazione urbana. Era membro del consiglio direttivo della sezione fiorentina di Italia Nostra, ed è stato relatore a vari convegni organizzati dall'associazione sulla L.R.1/2005, dal dicembre 2004 in poi.
Ha svolto il ruolo di Consulente per il Paesaggio per l'Assessore regionale Mariella Zoppi, nel precedente mandato amministrativo regionale.
Memorabile il volume che ha curato su incarico del Comune “Passeggiare Firenze” studio di fattibilità di un sistema di percorsi pedonali all'interno delle aree extraurbane, un'opera che resterà a testimonianza del suo grande amore per il paesaggio dei colli fiorentini. Diversi sono stati i piani strutturali ai quali ha lavorato, facendo parte anche della commissione edilizia del Comune di Lucca negli anni '70 dove, in collaborazione con altri professionisti, ha elaborato i piani di recupero delle ex Caseme Lorenzini e Garibaldi su incarico della prima Amministrazione Fazzi, mentre su incarico dell'amministrazione Micheloni, guidò la stesura del primo Piano Strutturale di Capannori. Ad Augusto Boggiano si deve anche il sostanziale contributo per il salvataggio del parco della Versiliana dalla lottizzazione prevista.
Nel mese di giugno 2004 ha partecipato, nella veste di consulente regionale, al convegno organizzato da Italia Nostra Lucca “La Corte Rurale Lucchese” con un importante intervento sulle caratteristiche del paesaggio agrario locale.
I funerali si celebrano oggi, 18 agosto, nella cattedrale di Pietrasanta alle ore 16.00.
Mariarita Signorini e Roberto Mannocci
Consiglio nazionale di Italia Nostra per Italia Nostra Toscana
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
TOSCANA/ ASSEMBLEA DEI COMITATI
La Rete Toscana dei Comitati coordinati da Alberto Asor Rosa ha indetto un'importante assemblea per il giorno sabato 7 Luglio a Firenze.
Cliccare sull'icona per visualizzare la locandina dell'evento:

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Variante valico e terza corsia si ipotizza il reato ambientale.
Il pm dei danni Tav in Mugello manda gli ispettori: fiumi inquinati e smaltimenti irregolari?
Le aziende interessate sono Baldassini & Tognozzi, Todini e Toto Costruzioni
La Repubblica – Firenze 7/6/07
Franca Selvatici
Dopo
Il pm Giulio Monferini - lo stesso magistrato che ha avviato le indagini sui contestati danni ambientali causati al territorio del Mugello dai lavori per l´alta velocità ferroviaria, e che insieme con il collega Gianni Tei sostiene l´accusa nel processo in corso di svolgimento - ha inviato gli uomini della polizia giudiziaria ad ispezionare lo stato dei luoghi e ad acquisire documenti in tutti i cantieri che partecipano ai lavori. Le aziende interessate sono
La procura si è mossa per verificare la sussistenza di due ipotesi di reato: il danneggiamento aggravato di acque e lo smaltimento illegale delle terre di risulta degli scavi e degli sbancamenti. Nel primo caso, con riferimento ai lavori per la variante di valico, al centro dell´indagine vi è lo stato di salute di numerosi corsi d´acqua, come
Quanto invece ai lavori per la realizzazione della terza corsia dell´Autostrada del Sole nel tratto fiorentino, la procura intende accertare se le terre di risulta degli sbancamenti e della perforazione delle gallerie vengano smaltite regolarmente. In particolare sono state compiute verifiche sui lavori di scavo delle gallerie del Melarancio, di Pozzolatico, di Poggio Secco e delle Romite, e sono stati ispezionati i cantieri di Scandicci, Impruneta e Firenze presso gli imbocchi delle gallerie.
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
INCONTRO-DIBATTITO:
“I centri storici sotto assedio:
i cambiamenti e gli interventi degli ultimi anni”
Italia Nostra Medio Valdarno Inferiore
Venerdì 4 maggio, ore 21:15
Auditorium della Fondazione Montanelli Bassi, nei locali superiori del Palazzo della Volta,
via G. di San Giorgio 2 - Fucecchio.
Interverrà Marco Baldacci (architetto)
Per Informazioni: 3281289087 mediovaldarno@italianostra.org
La S.V. è invitata a partecipare.
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
NANTO (VI) - GLI ANNI DELL'ABBANDONO
Un convegno organizzato da Italia Nostra, Sezione Medio e Basso Vicentino
Cliccare sull'immagine per i dettagli
Cronache
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
LIRICA, INDAGINE DEL MINISTERO SULLE TORRI DEL NUOVO TEATRO
Laura Marchetti. Il sottosegretario: mi risultano non rispettati alcuni parametri ambientali.
Il Tirreno, Cronaca di Viareggio 22/4/07
TORRE DEL LAGO. Ridotte al minimo e in metallo rivestito da speciale legno lamellare. Sarà il nuovo volto delle due torri sceniche, lato lago, del nuovo Teatro della musica. Che il ministro Rutelli ha inserito nel censimento dei casi più critici in Italia.
Il clamore suscitato dalle posizioni di Simonetta Puccini, nipote del maestro della lirica, e da Italia Nostra e la conseguente decisione del ministero dei beni culturali di considerare le torri del costruendo teatro tra gli “ecomostri” hanno portato ieri, sul Belvedere, le telecamere di “Ambiente Italia”, trasmissione di Rai Tre.
Il ministero. In diretta da Roma, Laura Marchetti - sottosegretario, con delega al paesaggio, al ministero retto da Rutelli - non ha avuto parole tenere per la costruzione sorta sulle rive care a Giacomo Puccini: «Sulle rive del Massaciuccoli - ha dichiarato Marchetti - l’ambiente non è uno sfondo e non ci può essere differenza alcuna tra natura e cultura». Su quello che ritiene «un oltraggio», Marchetti ha annunciato che il ministero «sta indagando, perché mi risultano non essere stati rispettati alcuni parametri ambientali».
Risponde il sindaco. Un’affermazione che suscita una secca replica da parte del sindaco Marco Marcucci. Il quale, a telecamere spente, dichiara: «Ho un grande desiderio che vorrei fosse esaudito: quando un sottosegretario teme irregolarità quali che siano, il giorno dopo vada in ufficio e se ha detto una sciocchezza si scusi».
Replica Italia Nostra. A sostenere la tesi di Marchetti, sono i rappresentanti di Italia Nostra. Per Nicola Caracciolo (presidente regionale) - secondo il quale «quando un progetto nasce male è bene dimenticarlo»
- e Maria Rita Signorini (esponente nazionale) il teatro della lirica è venuto su «senza poter dimostrare di aver avuto una valutazione di impatto ambientale positiva».
Le spiegazioni del Parco. Un’affermazione alla quale ha risposto direttamente il presidente del Parco di Migliarino-San Rossore, Giancarlo Lunardi: «Il teatro ha ottenuto la sola valutazione di incidenza ambientale, perché la legge numero 79/1998 della Regione Toscana non prevede la “Via” citata da Italia Nostra». La differenza è presto detta: mentre il primo documento è uno «studio di incidenza a salvaguardia della biodiversità», come spiega ancora Lunardi, la valutazione di impatto ambientale «si occupa anche di quale rapporto avrà col paesaggio ciò che si andrà a costruire», come sottolinea Italia Nostra.
«Per una struttura del genere, con così tanti metri quadrati di cemento sulla riva del lago - insiste Maria Rita Signorini - non poteva non essere richiesta un’analisi di come finiva per essere inserita nel paesaggio circostante».
A spingere sull’acceleratore in questo senso - è il senso del dibattito improvvisato a fine trasmissione - avrebbe dovuto essere il governo.
Legno contro cemento. A prendersi la responsabilità, pochi giorni fa, di annunciare l’abbattimento delle due torri lato lago e la loro sostituzione con due elementi più bassi e più fini, era stato il sindaco Marcucci. Che davanti alle telecamere di Rai Tre, ha confermato la scelta spiegando: «Saranno due strutture in acciaio e legno, molto più leggere». Un «compromesso», insomma, gli ha ribattuto Vittorio Sgarbi in collegamento da Milano» definendo «orrido» il cemento e spiegando che «le torri sceniche si costruiscono con il legno, del tipo più resistente, ma sempre legno. Perché niente degrada più rapidamente del cemento armato». Per il critico ed ex ministro, le quattro torri vista lago di Massaciuccoli «sono un cancro e un insulto alla memoria di Puccini stesso».
La parola a Simonetta. Simonetta Puccini, interpellata sul progetto di ridimensionamento delle torri e sulla copertura in legno lamellare, non si è sbilanciata né a favore né contro: «Bisogna vedere», è stata la risposta laconica alla quale è seguito un ribadire che «il Festival si è sempre adoperato per la riuscita della stagione musicale, ma è stato scelto male il luogo dove far nascere il teatro».
Dal punto di vista sentimentale, ha concluso la nipote del maestro, «fosse per me non vorrei nessuna torre. Per me il lago doveva restare com’era».
«Rispetto l’idea di Simonetta Puccini», è stata la risposta di Manrico Nicolai, presidente della Fondazione Festival Pucciniano: «La vera sfida - e ci tengo a ribadirlo - è però avere il teatro sul lago. Ed è perché crediamo in questo progetto che abbiamo accettato di rivedere le torri per ridurre l’impatto e la funzionalità». Al ministero dei beni culturali, Nicolai ha lanciato vai tubo catodico una proposta: arrivare a siglare «un accordo di programma per rivedere l’intera funzionalità del palcoscenico del nuovo teatro in funzione di un’acustica migliore». Da tempo il presidente della Fondazione coltiva l’idea di una «conchiglia acustica» sopra il palcoscenico: «Credo che, sia pur di tipo mobile, sia un accorgimento indispensabile».
Alla domanda sugli eventuali problemi, proprio sull’acustica, che il ridimensionamento di due delle quattro torri sceniche potrebbe causare, Nicolai glissa e si limita a commentare «bisogna capire che cosa vogliamo intendere per acustica».
Anche il primo cittadino, una volta finita la trasmissione, ha parole positive per le dichiarazioni di Simonetta Puccini: «Ho apprezzato - spiega - che sia Simonetta che Vittorio Sgarbi abbiano per così dire sospeso il loro giudizio. Mi pare confortante».
Il ricorso al Tar. Resta pendente sul capo del futuro teatro della lirica, nella frazione pucciniana, il ricorso al Tar presentato da Rifondazione comunista come ha ricordato la capogruppo in consiglio comunale, Rossella Giusti: «Il lago è un sito delicatissimo, un territorio umido che le leggi nazionali ed europee impongono di non stravolgere». Questo teatro - ha replicato Marcucci - «è inserito nei piani regionali di riferimento. E tutte le scelte sono state fatte passando per la conferenza dei servizi».
Su questo istituto dice la sua anche la rappresentante nazionale di Italia Nostra: «Sempre di più riteniamo - spiega Signorini - che le conferenze dei servizi altro non siano che grimaldelli per scardinare l’impianto legislativo esistente». Nient’altro, insomma, che «il luogo dove ci si ritrova unicamente per mettere nero su bianco che siamo già tutti d’accordo».
Sulle note di “un bel dì vedremo...” le luci della ribalta si spengono e altre voci la fanno da padrone sul Belvedere: quelle delle scolaresche in visita a villa Puccini dove il tempo, per dirla con la nipote, si è fermato.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il Tirreno, Cronaca di Viareggio
Il consigliere Roggiolani: «Critiche anche per gli assessori distratti»
Chiamato in causa dal sindaco Marcucci che ha ricordato di aver preso ogni decisione relativa al nuovo teatro nell’ambito di quanto indicato dalla Regione, il consigliere regionale dei Verdi, Fabio Roggiolani, ha dichiarato: «È evidente che c’è stato, da parte di Parco e Regione un ritardo nell’intervento» che avrebbe dovuto portare ad uno stop preventivo del progetto così come oggi è sotto gli occhi di tutti. «Critico anche i miei assessori - ha detto ancora Roggiolani - che evidentemente sono stati distratti. Su una questione come questa occorreva sicuramente maggiore rigidità».
D.F.